“Il nostro Artigianfidi? Un modello che l’Italia ci copia”

A colloquio con Lorenzo Mezzalira, Presidente dell’Artigianfidi dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese

Grazie al Premio Nobel Muhammad Yunus, fondatore nel Bangladesh della Grameen Bank, oggi si parla sempre più di microcredito.
Una scoperta per tutti?

«Nella forma ideata da Yunus, lo può essere. Per l’Artigianfidi dell’Associazione Artigiani il discorso è diverso: il fatto di esistere ed operare all’interno di una struttura di categoria ha avvicinato il Confidi alle esigenze dell’impresa avvantaggiandolo nella conoscenza dei suoi reali bisogni. Così, dal 1996 al 2006 Artigianfidi ha garantito oltre 10mila posizioni per importi che partono da un minimo di 10mila euro. Per l’appunto, il microcredito. E’ anche per questo che ritengo di poter considerare il nostro Confidi come un player ormai consolidato ed affidabile nei servizi riguardanti il credito. Tuttora la sua attività, per il 25-30%, si sviluppa su linee di finanziamento che partono da un minimo di 10mila euro. Una scelta che sottolinea ulteriormente quanto Artigianfidi gestisca tale campo con assoluta professionalità, affiancando e accompagnando le imprese nella loro crescita. Il microcredito crea ricchezza sostenendo le realtà produttive micro o di piccolissime dimensioni. Insomma, a rischio di “bancabilità”. E’ bello poter parlare di Bilancio Sociale, ma parlarne non basta: Artigianfidi è un operatore sociale e, elemento che lo qualifica ancor più, agisce in una società organizzata e complessa, dove offrire i giusti strumenti per generare servizi che consolidano l’impresa è fondamentale».

 D’accordo per il microcredito, ma come la mettiamo con Basilea 2?

«Da un lato leggo la decisione di posticipare l’entrata in vigore dei parametri di Basilea 2 con positività, perché in questa forma di “approccio morbido” alle nuove procedure vedo buon senso. Inoltre, può essere un’occasione in più per affinare quella sperimentazione nella quale Artigianfidi si propone con sicurezza da anni. Infatti, sin dal 2005 siamo pronti ad affrontare e a reggere le regole di Basilea 2: la nostra struttura si dimostra sempre più efficiente nell’attribuzione del merito di credito e sempre più solida dal punto di vista patrimoniale. Nel 2006, poi, si è affermata come strumento leader per soddisfare le più diverse richieste di finanziamento».

 Pronti al futuro: anche con i numeri?

«Alla data del 31 dicembre 2006 sono in essere 7.983 rapporti garantiti da Artigianfidi per un controvalore di oltre 213 milioni di euro. Addirittura negli ultimi cinque anni, dal 2002 al 2006, alle imprese del Nord Ovest abbiamo garantito oltre 18mila finanziamenti per un totale di 725 milioni di euro».

 Un ottimo risultato, ma la qualità del credito si vede dalla percentuale di insolvenza. Vero?

«Preparati anche in questo. Il vero valore aggiunto dell’Artigianfidi-Servizio Credito dell’Associazione Artigiani, infatti, è l’elevatissima qualità del credito trattato, testimoniata da un livello di insolvenza, storico e consolidato, dello 0,29%».

La ricetta di un tale successo?
«Semplice: facciamo ciò che promettiamo. Artigianfidi è la prima struttura, per erogazione crediti, dell’intero sistema di Confartigianato (a livello nazionale); presenta una grande solidità patrimoniale (garanzia che pesa nel sistema bancario) con un attivo di bilancio di oltre 21 milioni di euro; è certificata da società a livello internazionale: la KPMG per il bilancio, la FITCH RATING per il rating e l’Istituto QUASER per la qualità. Inoltre, le valutazioni espresse attraverso un sistema di rating costruito all’interno della nostra struttura sono basate su serietà e dinamismo. Così come la collaborazione con i numerosi istituti di credito operanti sul nostro territorio, che quest’anno si potenzierà a fronte dei nuovi scenari – e dei processi di aggregazione ormai in atto – che si stanno sviluppando nel mondo del credito e dei servizi all’impresa».

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Pubblicato il 22 Gennaio 2007
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