Informatica in Lombardia: una storia di latte e pinguini?

La Regione sbaglia nella consegna dei contributi agli agricoltori a causa di un errore informatico. Ecco la soluzione proposta dai Verdi

Come tutte le regioni, anche la Lombardia aveva promesso la linea dura: niente fondi comunitari agli agricoltori che non pagano le quote latte. “Chi non paga le multe sulle quote latte non avrà più via d’uscita”, recita un comunicato della Regione pubblicato il 18 dicembre.

E poi, invece, si è scoperto che nei primi giorni del 2007 sono stati erogati contributi anche a chi non ne aveva il diritto. La Regione Lombardia parla tanto e fa il contrario? No, affatto, il problema è di altro tenore. Come ha dovuto dichiarare, con un certo imbarazzo, Viviana Beccalossi, assessore regionale all’agricoltura: «Inutile usare giri di parole: è stato commesso un errore tecnico (…) un grave errore tecnico di carattere informatico che ha portato ad un errato incrocio degli elenchi degli allevatori lombardi tra Agea e Organismo Pagatore Regionale».

Un problema informatico che, per quanto risolvibile in occasione della prossima tranche di pagamenti, ha messo nuovamente in dubbio la solidità del sistema informatico della Regione. Attraverso un comunicato, infatti, i Verdi attaccano “È evidente che nell’approvvigionamento di software da parte della Pubblica Amministrazione lombarda qualcosa non funzioni”.

In effetti non è la prima volta che i problemi del sistema informatico delle amministrazioni lombarde fa notizia: già nel 2006, come ricordano i Verdi, molti computer della Regione erano stati messi fuori uso a causa del virus kamasutra. Da qui, quindi, il sostegno dei Verdi all’iniziativa del Presidente della IV commissione Saffioti, che su proposta del Tavolo Regionale “Politica del Software” avvierà un percorso di audizioni con lo scopo di creare un progetto di legge per l’utilizzo di formati aperti e software libero.

Cosa si intende per formati aperti e software libero? Per formato aperto si intende un formato pubblico, condivisibile da tutti, senza differenza tra le varie versioni di un applicativo. Per software libero, invece, si intende un programma scritto con un codice aperto, cioè pubblico, e non segreto come nella maggior parte dei prodotti commerciali. I fedeli della filosofia del codice aperto sostengono che un programma con un codice pubblico sia più sicuro e certamente compatibile, perché tutti possono modificarlo e conoscerlo nella sua intimità, migliorandolo continuamente.

L’esempio più lampante, per semplificare, è il sistema operativo Linux, che fa concorrenza a Windows. Mentre Windows, essendo un programma commerciale, può essere modificato solo da Microsoft stessa e molto spesso crea file in formati interpretabili esclusivamente dai prodotti di Microsoft, Linux è scritto in un codice che tutti conoscono, e produce file in formati leggibili da tutte le applicazioni che lo desiderano, perché quei formati sono aperti. I  punti di forza di Linux, che dovrebbero fare gola alle istituzioni, sono l’utilizzo di formati aperti, la maggiore sicurezza e la resistenza di gran lunga superiore ai virus.

La proposta per la Lombardia è, in questi mesi, di grandissima attualità. Se in passato molte istituzioni guardavano con sospetto Linux, considerandolo una novità poco comprensibile, oggi il sistema operativo sta acquisendo uno status ufficiale, anche grazie ad un recente accordo tra Microsoft e Novell (la seconda società distribuisce una delle versioni più apprezzate di Linux). Questo accordo assicurerà in futuro una compatibilità crescente tra Windows e Linux, cosa che dovrebbe rassicurare le istituzioni che decidono di migrare i loro sistemi. Istituzioni come il Parlamento francese, che ha deciso recentemente di installare software dal codice aperto su tutti i suoi 1.154 computer.

Ma è anche vero che ogni passaggio ha dei costi, che devono essere ben veicolati ed affidati ad esperti. Per non rischiare che anche in Lombardia succeda quel che è accaduto a Birningham, dove il comune ha dovuto fare marcia indietro verso Windows per l’improvviso lievitare dei costi dell’operazione, che secondo i fan del sistema operativo a codice aperto non sarebbe stata affidata ad esperti del settore.

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Pubblicato il 05 Gennaio 2007
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