L’economia lombarda riparte dalla produzione
Per le imprese della regione il 2006 si è chiuso in ripresa. Buone performance per il settore calzaturiero, meccanico e siderurgico
La ripresa c’è e i dati lo confermano. Sale la produzione industriale di 4,2 per cento rispetto al quarto trimestre del 2005 e dell’1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 e vanno bene anche le aziende artigiane che confermano la svolta positiva con l’1,0 per cento su base annua e +0,3 per cento rispetto al trimestre precedente. Sono segnali positivi che arrivano dall’analisi congiunturale relativa al quarto trimestre del 2006 di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia e con la collaborazione delle Associazioni regionali dell’Artigianato (Confartigianato Lombardia, CNA Lombardia, Casartigiani Lombardia, CLAAI Lombardia).
Per l’indice della produzione industriale si parla addirittura di valori record: alla fine del quarto trimestre 2006 si colloca infatti a quota 106 superando così il già eccezionale 104 raggiunto nel secondo trimestre, punta massima raggiunta dal 2000 ad oggi.
Per le aziende artigiane, penalizzate dal lungo periodo di decremento produttivo fra il 2002 e il 2006, il valore dell’indice è ancora lontano da quota 100, posizionandosi a 93 (e recuperando rispetto allo scorso trimestre (+0,3 per cento).
L’analisi per destinazione economica dei beni mostra un positivo recupero di tutti i comparti, guidati dai beni di investimento (+4,9 per cento); seguono i beni intermedi (+4,7 per cento) e i beni di consumo finali (+2,6 per cento).
Buone performance, rispetto allo stesso periodo del 2005, si registrano in tutti i settori industriali ed in particolare nel campo delle pelli e delle calzature (+8,2 per cento), siderurgico (+7,7 per cento) e meccanico (+ 5,8 per cento) . La media dell’intero 2006 mostra la siderurgia al primo posto (+6,6 per cento) seguita da meccanica (+4,9 per cento) e la gomma plastica (+3,6 per cento).
Altre variabili dell’andamento dell’economia locale:
Fatturato: quello dell’industria registra ancora una crescita su base annua (+2,8 per cento) associata, in questo quarto trimestre, anche a un incremento rispetto al trimestre precedente (+1,6 per cento). Fra le aziende artigiane, risultati positivi per la siderurgia (+12,5 per cento) e la meccanica (+3,0 per cento) e negativi per carta-editoria (-1,5 per cento), abbigliamento e tessile (-0,6 per cento).
Tasso d’utilizzo degli impianti: per l’industria rimane oltre il 78 per cento e si attesta al 72,8 per cento per l’artigianato. Fra i settori si distinguono per tassi di utilizzo elevati: pelli-calzature (83,3 per cento), carta-editoria (80,2 per cento) e siderurgia (80,1 per cento). Nell’artigianato la siderurgia raggiunge il miglior risultato (82,2 per cento).
Ordinativi acquisiti: nel trimestre si mantengono su variazioni decisamente positive: per l’industria, quelli tendenziali crescono dell’11,3 per cento sull’estero e del 5,9 per cento sull’interno, portando i giorni di produzione assicurata a fine trimestre a quota 58,2. Secondo la destinazione economica dei beni, le aziende produttrici di beni di consumo raggiungono i risultati migliori sull’interno (+7,7 per cento) mentre, sul versante estero sono i beni di investimento a crescere maggiormente (+21,0 per cento). Gli ordini delle aziende artigiane sono positivi sia nella componente interna che nella componente estera anche se con tassi di crescita più contenuti rispetto all’industria (+1,5 per cento interno; +1,9 per cento estero).Occupazione: all’interno del trimestre rimane stabile per l’industria con un saldo tra tasso d’ingresso e d’uscita intorno al -0,5 per cento. Il segno negativo è dovuto interamente a un fenomeno stagionale che consiste nella concentrazione delle uscite a fine anno e nel rinvio delle entrate al nuovo anno. Il dato depurato della componente stagionale diviene infatti leggermente positivo (+0,05 per cento). Anche per l’artigianato si registra un saldo negativo (-0,4 per cento) che risulta meno influenzato da effetti stagionali
(-0,2 per cento il dato destagionalizzato).
Prezzi: i livelli medi delle materie prime vedono accelerare nuovamente i ritmi di crescita raggiungendo il +2,2 per cento (variazione destagionalizzata rispetto al trimestre precedente), per le aziende industriali. Anche le aziende artigiane rilevano incrementi sensibili (+4,1 per cento).
Le aspettative sulla produzione degli imprenditori industriali per il primo trimestre 2007 sono positive, con un saldo tra ottimisti e pessimisti del 29,4 per cento (dato destagionalizzato). I buoni risultati registrati fino ad ora da inizio 2006 sono interpretati dagli imprenditori lombardi come segnali di proseguimento della ripresa. Anche le aspettative su domanda estera, domanda interna e produzione registrano saldi positivi, con una ripresa anche nell’occupazione (+11,3 per cento il saldo fra chi prevede aumenti e chi prevede diminuzioni). Relativamente ai livelli occupazionali la percentuale che ritiene non ci saranno variazioni rimane ancora elevata (75 per cento). Nel caso dell’artigianato l’ottimismo è più contenuto (+10,4 per cento il saldo per la produzione, +9,7 per cento la domanda interna e +9,5 per cento per la domanda estera). La quota di imprenditori artigiani che prevede stazionarietà è del 46,8 per cento per la produzione, del 52,4 per cento per la domanda interna e del 59,5 per cento per quella estera. L’85,6 per cento non prevede variazioni dei livelli occupazionali.
I risultati si confermano strettamente correlati alla dimensione d’impresa: +3,1 per cento le piccole (da 10 a 49 addetti), +4,4 per cento le medie (da 50 a 199) e +5,4 per cento le grandi.
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