Pronto soccorso in tilt: «Il problema sono le feste»
Ancora una giornata difficile negli ospedali del Verbano. Il direttore dell'azienda ospedaliera Zenoni spiega le ragioni dei disagi nel sistema sanitario
Ancora una giornata di passione per l’attività di pronto soccorso dell’azienda ospedaliera di Varese. Dopo il Circolo anche i presidi di Luino e Cittiglio hanno visto il personale sanitario in trincea ad affrontare un’affluenza che, benché in linea con il consueto ritmo di lavoro, ha creato numerosi problemi.
«Anche in questo caso si è trattato di un’attività rallentata in reparto che ha provocato la crisi – spiega il direttore sanitario dell’azienda Stefano Zenoni – Il fatto è che nei week end e nei fine settimana l’attività in corsia è ridotta, quindi le dimissioni dei pazienti sono più lente, i posti letto si liberano a ritmi inferiore, mentre in pronto soccorso aumentano i pazienti in attesa di ricovero»
Ma ci sarà bene una soluzione per risolvere questi problemi che si ripetono ciclicamente… Magari assumendo più personale
Non è questione di numeri ma di organizzazione. L’attività dei reparti è soggetta ad alcuni vincoli che rendono difficile un’impostazione bilanciata per tutti i giorni dell’anno. Parlo, per esempio, del diritto dei dipendenti di avere tre settimane consecutive di ferie in estate: questa è una rigidità del sistema che mal si combina con l’auspicata flessibilità.
Nel comparto produttivo questa omogeneità di lavoro è stata raggiunta, come mai non si può attuare in un settore così delicato come quello della sanità, visto che non è possibile decidere prima quando ammalarci
«Molteplici le cause. Oltre all’organizzazione interna, ci sono, per esempio, la carenza di strutture dedicate alle cure intermedie, che accolgano i i pazienti nella fase post acuta e le situazioni di fragilità sociale e socio sanitaria che condizionano la permanenza inappropriata in ospedale»
Sistema carente o meno, intanto le persone sono costrette in condizioni di disagio proprio quando stanno male
«Non è una novità che l’azienda ospedaliera vive un equilibrio precario quanto a posti letto soprattutto in campo internistico. Quando, per qualsiasi ragione, il ritmo di lavoro rallenta, a risentirne sono soprattutto i pazienti che arrivano al pronto soccorso. Ecco perché, nel nuovo monoblocco abbiamo aumentato i posti letti nel settore internistico. Pensiamo anche che gli investimenti fatti in campo tecnologico porteranno benefici in termini di efficenza diagnostica. Non credo che la situazione migliorerà magicamente e per sempre, ma confido che ci saranno notevoli miglioramenti.
Ancora un inverno in "trincea", dunque, visto che il trasloco si prevede per la prossima primavera. Sperando che l’influenza sia clemente.
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