Tour de France: anche Pereiro era dopato?

Lo spagnolo, secondo dietro Landis, sarebbe risultato positivo secondo "Le Monde". E per gli organizzatori arriva l'ennesimo smacco

«Basso al Tour? Manco morto. Ullrich? Non scherziamo. Vinokurov? Mai e poi mai. Sarà la corsa della pulizia, dell’onestà». Così parlarono i dirigenti del Tour de France in quella bufera di fine giugno, riempiendosi la bocca di parole come codice etico, lotta al doping e ritornelli vari. Con un unico comune denominatore: mettere in cattiva luce i corridori coinvolti in "Operaciòn Puerto" e santificare i buoni, quelli che mostravano il pugno di ferro anche contro i propri pupilli (ogni riferimento a Bjarne Riis, che vinse il Tour con l’ematocrito al 60%, è puramente voluto).

E allora largo ai Floyd Landis e agli Oscar Pereiro Sio, primo e secondo sul podio degli Champs Elysée. Landis pochi giorni dopo il trionfo fu trovato positivo al testosterone in occasione della tappa vinta con distacchi di altri tempi: aveva preso la classica "bomba". Ora tocca allo spagnolo della Iles Baleares: secondo il quotidiano Le Monde nelle sue urine sarebbe stato trovato salbutamolo, "permesso" da un certificato medico presentato in occasione delle tappe incriminate ma che il ciclista non ha mai voluto giustificare quando è stato chiamato dalla commissione antidoping francese. Ciò spiega forse l’empasse dei dirigenti della corsa, che dopo mesi non hanno ancora proclamato il vincitore del Tour; ora il candidato è il tedesco Andreas Kloeden.

Per carità: Pereiro fino a prova contraria non è colpevole (Basso invece è stato proclamato innocente dalle commissioni che lo hanno giudicato). Ciò non toglie che la lista di figuracce degli organizzatori francesi si allunga sempre di più, e sempre sul tema doping. E se per il primo motivo un sorriso ci scappa, sul secondo invece la preoccupazione supera anche il dispiacere.

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Pubblicato il 19 Gennaio 2007
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