Ancora usura, tassi al 10 mila per cento l’anno
A finire nella trappola degli strozzini un’impresa a conduzione famigliare. Tre i denunciati, indagini della Finanza in corso, che avverte: «Occorre la collaborazione dei cittadini»
Trenta per cento al giorno. Diecimila per cento l’anno, che tradotto il moneta sonante significa restituire 30 mila euro il giorno dopo aver contratto un “prestito” di 100 mila. Un giro spaventoso, una vera e propria ragnatela di soldi e minacce che ha visto nel mirino un’impresa a conduzione famigliare in difficoltà, fatto che costituisce un’aggravante specifica ai fatti. L’indagine potrebbe avere degli sviluppi a breve e per questo motivo dal comando provinciale della Guardia di Finanza fanno sapere di non poter divulgare ulteriori particolari. Ad essere denunciate per il reato di usura vi sono comunque tre persone, a cui fa capo una srl (società a responsabilità limitata) attiva nel Bustocco. I militari della Guardia di Finanza di Busto hanno difatti scoperto che il giro si riferiva a prestiti che gli strozzini facevano a tassi mirabolanti: anche il 30 per cento al giorno. Emblematica una delle circostanze emerse proprio nel corso delle indagini: per un prestito di circa 100 mila euro veniva richiesto un interesse di 30 mila euro, pari al 27 per cento.
Ad aggravare la posizione degli indagati, sempre secondo le fiamme gialle, vi è un particolare ancora più scioccante: non solo lo stato di difficoltà delle persone coinvolte nel giro di usura, “dovuto ad una condizione economica precipitata vertiginosamente e in un breve lasso di tempo” e neppure alle intimidazioni e alle minacce subite dagli “usurati”. Il dramma è costituito dal fatto che gli usurai, paradossalmente, venivano considerati dalle proprie vittime come “benefattori” in quanto i soli disposti ad aiutarli una volta carpita la fiducia dei soggetti in difficoltà. Gli strozzini, infatti, riuscivano a costringerli a cedere negozi ed attività commerciali a loro società di comodo riuscendo in tal modo a rendere difficoltoso il collegamento tra le vittime e i loro aguzzini. Gli inquirenti non escludono che le indagini porteranno a sviluppi, anche se già da ora sembra escludersi l’ipotesi associativa per le persone indagate.
Solo nella giornata di ieri, 6 febbraio, i militari avevano reso noto un altro giro di usura e ammonito della pericolosità di questo reato per il sistema economico. Sulla vicenda è tornato anche oggi il colonnello Marcello Ravaioli, ai vertici delle fiamme gialle provinciali: «L’usura è un reato difficile da dimostrare – ha affermato l’ufficiale – è per questo motivo che ai cittadini chiediamo collaborazione»; da qui l’appello: «Se siete in difficoltà non state al gioco degli strozzini ma rivolgetevi alle forze dell’ordine»
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