E la cornacchia divenne rospo
Un lapsus rivelatore dell'assessore Girola: «Cornacchia? "Gracida" spesso e volentieri»
Episodio divertente durante la seduta di consiglio comunale di ieri sera. Durante la rituale schermaglia fra il presidente Speroni e Audio Porfidio, che chiedeva chiarimenti agli assessori («a quali assessori, consigliere?») sugli studi d’impatto ambientale e viabilistico relativi ai progetti di Beata Giuliana, si inseriva il consigliere Diego Cornacchia (Forza Italia), che individuava in Franco Girola, assessore ai lavori pubblici in quota Lega, l’interessato. "Colto in castagna" – gli studi sull’impatto… sono di là da venire – Girola replicava con un ironico «Non diamo troppa retta alle provocazioni di Cornacchia, che gracida spesso e volentieri». Al che, fra le risate del pubblico, Speroni rilevava come siano le rane e i rospi a gracidare, e non le cornacchie, che semmai gracchiano. Il lapsus è rilevatore del ruolo ricoperto da Cornacchia fra i colleghi di maggioranza: ingoiato… il rospo dell’esclusione dalla Giunta, non senza clamorose proteste, seguite da una rapida assoluzione, il secondo consigliere più votato dai bustocchi non ha mai smesso di interpretare il ruolo del "battitore libero" con licenza di sparare a mitraglia contro gli assessori, dopo aver già dato il suo al sindaco alla prima seduta.
Ancora di recente Cornacchia aveva lanciato la proposta di risparmiare varie dozzine di migliaia di euro "tagliando" quattro assessorati – quelli ricoperti da Zingale (Udc, personale), Lista (An, sicurezza) e per l’appunto Girola (Lega, lavori pubblici) più quello in quota Forza Italia e che ha a capo Fantinati (servizi educativi). Proposta che, provenendo dai banchi della maggioranza di certo agli interessati deve aver mandato… un rospo di traverso. Se a questo si aggiunge l’abitudine di citare il codice penale, causando una mezza sincope allo sventurato di turno ogni volta che si riscontrano vere o presunte manchevolezze sull’operato di privati o di branche dell’amministrazione comunale, si spiega anche un secondo episodio di venerdì sera. Il vicepresidente del consiglio Alberto Grandi, sostituendo per un attimo Speroni, ha infatti ceduto la parola a Cornacchia con questa raccomandazione: «Questa volta, però, cerchi di non denunciare nessuno». E il tintinnar di manette, almeno stavolta, non si è udito.
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