Sicurezza sul lavoro: Varese è attenta, ma il lavoro è ancora molto
Decisamente ottimo il giudizio della Regione sull’attività dell’Asl per la tutela degli ambienti di lavoro. Tiso: «Facciamo il massimo, nonostante i tagli della Finanziaria»
La provincia di Varese ha un tasso di industrializzazione
estremamente elevato. Sono almeno 50.00 le aziende che rappresentano i più
diversi settori, tradizionali e moderni, tecnologicamente sviluppati o legati a
tecniche del secolo scorso. Non è un caso che sul nostro territorio ci siano
ancora almeno 15.000 incidenti sul lavoro all’anno, ma il trend è in discesa e
il lavoro avviato per sviluppare formazione e informazione è tanto.
Questo, almeno, il giudizio della Regione Lombardia che ha
giudicato il progetto dell’Asl di Varese tra i migliori 4, insieme a Lodi, Bergamo
e Pavia, attribuendo un punteggio estremamente elevato: 0,84 contro una media
regionale di 0,75.
Il programma di interventi operativi per la promozione e
della sicurezza nei luoghi di lavoro poggia su alcune aree di priorità: i
settori edilizio, sanitario e agricolo, i tumori professionali, l’abbinamento
tra lavoro e stress, ultima frontiera della prevenzione ancora tutto da
studiare.
Dal 2004, il Dipartimento della Prevenzione e il servizio di
Medicina del lavoro hanno avviato una realtà di confronto e sinergia con altri
attori del territorio, dall’Inail, all’Ispettorato del Lavoro, alle
associazioni di categoria, ai sindacati, per individuare le linee della
politica di prevenzione: “I risultati sono soddisfacenti, anche se migliorabili
– spiega Crescenzo Tiso, responsabile della Medicina del Lavoro dell’Asl –
abbiamo ancora un’intensa attività di vigilanza che ci ha portato, in un anno,
a comminare sanzioni per 700.000 euro, indagando 413 aziende. Nonostante i
tagli previsti dalla Finanziaria, siamo riusciti a garantire lo stesso volume
di attività. Il nostro impegno, però, va anche nella direzione di individuare
ambiti di intervento di tipo culturale, oltre di attività conoscitiva per quel
che riguarda l’epidemiologia, l’analisi, la ricerca di buone prassi. In
questa nostra opera stiamo coinvolgendo un numero sempre maggiori di attori. Abbiamo
formato i corpi di polizia locale perché possano svolgere un ruolo ispettivo
nei cantieri».
Nonostante gli sforzi, esistono, dunque, ancora sacche di
inadempienze o, comunque, di mancato rispetto delle regole di sicurezza, si
trovano soprattutto laddove è più diffuso il precariato: «Proprio questa
situazione comporta problemi nella formazione e preparazione dei lavoratori che
oggi ricoprono un ruolo, tra un mese svolgeranno funzioni totalmente diverse. I
numeri rivelano che i lavoratori più a rischio sono gli extracomunitari»
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Da nostra esperienza, in qualità di azienda di consulenza sulla sicurezza sul lavoro, non possiamo che confermare questo trend, che evidenzia come ancora molte aziende sono carenti dal punto di vista della messa a norma sulla D.Lgs. 81/2008.