Uslenghi: “Espulso? Peggio per loro”
L'ex primo cittadino cassanese pronto a partecipare alle elezioni amministrative con una propria lista civica: "Sono lombardo dentro, resterò leghista a vita"
Sono in pochi a Cassano Magnago a non conoscere Domenico Uslenghi. Classe 1937, per 30 anni direttore di banca, Uslenghi è stato il sindaco cassanese per due mandati, dal 1993 al 2002: «Sono leghista da sempre – spiega -: il mio cognome ha radici longobarde, nel 1470 i miei avi erano già a Torba, ho votato Lega Lombarda la prima volta che si è presentata e conosco personalmente Umberto Bossi da una vita. In giro per il mondo ho sempre detto di parlare varie lingue, tra le quali il lombardo: le mie radici sono chiare, non si può sbagliare». Da lunedì Uslenghi non potrà più far parte della lega Nord: è infatti stato espulso dal direttivo provinciale su richiesta della sezione cassanese per incompatibilità con le decisioni del partito: «Non faccio ricorso, non ho bisogno di alcun attest
ato che dimostri che sono stato e sarò sempre leghista – commenta Uslenghi –. Sono fuori, contenti loro…per me hanno fatto una scelta scellerata: io ho sempre agito al servizio della Lega Nord, ho fatto vincere al partito tre elezioni amministrative, ho fatto due volte il sindaco, ho preso più di 1900 voti alle elezioni regionali e ho ricoperto il ruolo di amministratore delegato e vicepresidente della Padania per due anni». Negli ultimi mesi però il rapporto dell’ex sindaco cassanese con i vertici cittadini del Carroccio si sono incrinati: «È un po’ che non vado nemmeno più in sezione – spiega Uslenghi -, io e il signor sindaco abbiamo due punti di vista contrapposti: non è possibile che il gruppo leghista non abbia mai votato diversamente da Forza Italia in cinque anni di governo della città. Io in 4 o 5 circostanze ho votato contro la maggioranza, perché non si poteva fare altrimenti: la Lega è diversa da Forza Italia, è un movimento popolare, ha un’identità diversa». Per Uslenghi cambia poco, nonostante l’espulsione dal partito: «Io resto leghista dentro, la sostanza non cambia. Alle prossime elezioni presenterò una lista civica mia, con tanti giovani e tanti elementi senza tessere di partito. Sono pronti candidati consiglieri ed assessori: voglio tornare a guidare la città per il bene dei cittadini, cambiando il modo di fare politica. Certo, sono dispiaciuto. Ma non tanto per me, quanto per la Lega, quella con la “L” maiuscola, quella che a Cassano Magnago oggi non è rappresentata».
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