Cresce la Protezione Civile, cresce l’impegno della Provincia

I volontari varesini riuniti per parlare di futuro. Al loro fianco la Provincia, deputata al coordinamento degli interventi e alla formazione degli operatori

E’ una Protezione Civile più in forma che mai, «l’Italia migliore nei tempi peggiori» quella che si è ritrovata questa mattina al Collegio Arcivescovile “De Filippi” di Varese per tracciare un bilancio del percorso di crescita che l’ha portata ad essere uno dei gruppi meglio organizzati e maggiormente formati a livello nazionale.

Una strada in salita quella della protezione civile provinciale che ha trovato nel varesino Giuseppe Zamberletti, (nella foto a sinistra)oggi presidente della Commissione grandi rischi, per tutti mostro sacro e per sempre ministro della Protezione Civile, un “padre” cui guardare con ammirazione e deferenza. E proprio nelle parole di Zamberletti, intervenuto al convegno,  si legge la grande forza del gruppo varesino, un gruppo «che nel livello provinciale trova la dimensione ideale per il coordinamento, soprattutto in un paese come il nostro in cui i Vigili del Fuoco sono un corpo specialistico di professionisti cui non è possibile aderire su base volontaria».

E’ infatti a livello provinciale che si realizza la lettura integrata del territorio e dei suoi problemi, che si programma la gran parte delle attività di prevenzione e che si organizza il volontariato. «E in un paese che ha perso l’esercito di leva – continua Zamberletti  –  solo con l’apporto dei volontari è possibile intervenire con efficacia in caso di grosse calamità». Un intervento che però, se non supportato da un adeguato livello di coordinamento e di formazione degli operatori perde tutta la sua efficacia “numerica”.

Ed è proprio sulla formazione dei volontari varesini e sul coordinamento con i soggetti che si occupano di pronto intervento, primi tra tutti il pronto soccorso sanitario, che si sono incentrati l’intervento di Claudio Mare, (nella foto a sinistra) responsabile del 118 varesino, e di Guido Garzena, anestesista rianimatore del 118. Mentre Mare ha sottolineato di «avere a che fare non con dei volontari, ma con dei veri professionisti» puntando l’attenzione sul ruolo della Provincia «cellula fondamentale di coordinamento», Garzena ha posto l’attenzione sul futuro della Protezione Civile. Un futuro che sarà segnato dall’allestimento di posti medici avanzati per fornire un primo trattamento specialistico sui luoghi della catastrofe, e dal confronto con nuovi rischi: quello chimico tossicologico e quello delle contaminazioni, eventi causati da attacchi di tipo terroristico, ma anche da incidenti industriali.

Avanti con brio dunque, ma soprattutto con la formazione degli operatori, con la programmazione degli interventi e con la continua ricerca di sinergia e di collaborazione con il territorio affinché la Protezione civile della Provincia di Varese continui ad essere «un team affiatato, adeguatamente formato».

Tra il pubblico presente il sala, più di cinquanta gruppi di volontari e molti addetti al lavori. Tra di essi Vittorio Chiesa, responsabile del Corpo forestale dello stato e Salvatore Furia, fondatore del Centro geofisico prealpino. Al convegno sono intervenuti Giorgio De Wolf, vice presidente della Provincia di Varese, il prefetto Roberto Aragno, Christian Campiotti, assessore provinciale alla Protezione Civile, Elvezio Galanti del Dipartimento della Protezione Civile, Carla Arioli, responsabile della Protezione Civile della Provincia di Varese.

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Pubblicato il 31 Marzo 2007
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