I “piccoli macelli” chiedono sostegno al Consiglio regionale

Audizione in Commissione Sanità per proroga della normativa Ue sui tempi d’adeguamento delle strutture aziendali

L’adeguamento strutturale entro il 31 dicembre 2007 dei piccoli macelli deciso dalla Regione Lombardia in applicazione di un regolamento dell’Unione europea sta preoccupando non poco i circa 800 “macelli a capacità limitata” presenti sul territorio della nostra regione che, su iniziativa dell’ASCOM di Bergamo, hanno raccolto 851 firme a sostegno della vicenda.

“Un mondo in subbuglio – dice il presidente della Commissione Sanità, Pietro Macconi (AN) – Per questo siamo già intervenuti sui competenti uffici della Giunta regionale affinché cerchino di alleviare l’impatto della normativa comunitaria prorogando i tempi di adeguamento delle strutture. Di più. Oggi abbiamo voluto incontrare in Commissione i diretti interessati – continua Macconi – per capire meglio le vere difficoltà a cui vanno incontro tutte queste realtà, erroneamente ritenute solo di montagna. E’ stato un incontro utile, significativo che ha portato la Commissione ha condividere la necessità di un serio approfondimento del problema. Ci ritroveremo quindi su questo tema per elaborare un documento di indirizzo per un intervento mirato della Giunta regionale”.

La Commissione Sanità ha sentito oggi in audizione i rappresentanti di Federcarni, delle ASCOM provinciali, dei macellai dell’Unione del Commercio Lombardia, di Confcooperative Lombardia e di Confcommercio di Bergamo che hanno esposto le oggettive difficoltà delle piccole e medie strutture per adeguarsi alla normativa Ue nei tempi definiti.

Le strutture interessate sono:

          151 in provincia di Bergamo che nell’ultimo anno hanno macellato 26.000 capi bovini, 13.730 suini, 1000 equini, 2.726 ovini, 633 caprini

          111 in provincia di Brescia esclusa la zona di competenza della ASL Vallecamonica-Sebino (21.565 bovini, 23.398 suini, 3.974 equini, 5.111 ovini, 156 caprini)

          21 nell’area di competenza dell’ASl Vallecamonica-Sebino (3.397 bovini, 2.331 suini, 98 equini, 315 ovini, 429 caprini)

          65 in provincia di Como (8.825 bovini, 2.824 suini, 122 equini, 3.344 ovini)

          42 in provincia di Cremona (5.263 bovini, 3014 suini, 67 equini, 154 ovini)

          34 in provincia di Lecco (5.354 bovini, 8.911 suini, 156 equini, 4.012 ovini, 630 caprini )

          38 in provincia di Llodi (3.629 bovini, 3.535 suini, 8 equini, 427 ovini)

          33 in provincia di Mantova (3.833 bovini, 23.669 suini, 680 equini, 74 ovini)

          118 in provincia di Milano (15.080 bovini, 17.326 suini, 123 equini, 1.758 ovini, 460 caprini)

          104 in provincia di Pavia (7.267 bovini, 17.703 suini, 210 equini, 435 ovini, 115 caprini)

          25 in provincia di Sondrio (6.389 bovini, 3.710 suini, 197 equini, 458 ovini, 1.772 caprini)

          56 in provincia di Varese (6.517 bovini, 4.078 suini, 464 equini, 2.013 ovini, 303 caprini)

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Pubblicato il 01 Marzo 2007
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