“Nessuna proroga per i phone center”
Lo ha deciso la commissione attività produttive della regione: il 22 marzo chi non è in regola dovrà chiuder
Non ci sarà
nessuna proroga phone center nessuna modifica alla legge regionale Commissione "Attività produttive Carlo Saffioti (FI). Il 22 marzo progetto di legge Ardemia Oriani Arturo Squassina Osvaldo Squassina l’articolo 7 Stefano Galli non risolve il problema limitandosi a rimandarlo. Noi invece siamo per risolvere i problemi il prima possibile e quindi non accettiamo nessuna proroga. Chi non si è messo in regola, chiuda, anche per rispetto verso chi invece nel frattempo ha adeguato le proprie strutture a norma di legge"."Noi stiamo con il libero e legale commercio, già oggi fin troppo penalizzato dalla legge Bersani e dalla contraffazione -ha spiegato Roberto Alboni La sinistra invece, dopo aver ridotto il settore del commercio a uno spezzatino, vuole strumentalizzare ideologicamente a difesa degli immigrati una questione deve essere invece inquadrata solo sotto l’aspetto della categoria".
A Arturo Squassina Giosuè Frosio (LN): "Dove era la sinistra quando i commercianti e gli artigiani erano vessati da normative come la 626 sulla sicurezza? Molti artigiani sono stati costretti a chiudere, nessuno dai banchi di sinistra ha mai chiesto in quel caso proroghe o prove di buon senso". (DS), che chiedeva "da parte della maggioranza una prova di responsabilità e di buon senso", ha replicato da ultimo, capogruppo di Alleanza Nazionale-.– della legge, che vieta ogni rilocalizzazione o nuova apertura di phone center fino all’adozione da parte dei Comuni di una serie di atti specifici di PGT (Piano di Governo del Territorio), adottati ad oggi secondo una indagine Anci solo dal 15% dei Comuni lombardi.
"La proposta avanzata dal centro-sinistra -ha detto il capogruppo della Lega Nord (Rif.Com.). Sotto accusa, secondo gli esponenti dell’opposizione, era in particolare (DS) e (DS), per chiedere che l’entrata in vigore delle norme fosse rimandata di un anno, chiedendo anche di discutere alcune modifiche a una legge secondo loro troppo restrittiva e discriminante, come sottolineato anche oggi in Commissione dai Consiglieri regionali tutti i phone center che non rispettano le norme previste dalla legge, dovranno chiudere. In tale data entrerà infatti in vigore la legge regionale che prevede tra l’altro cabine di un metro per tutti i phone center e la presenza di almeno due bagni nei locali al di sotto dei 60metri quadrati e di almeno tre in quelli con una superficie superiore.
In occasione della seduta di Consiglio regionale del 20 febbraio scorso i gruppi consiliari di centro-sinistra avevano annunciato la presentazione di un", approvando a maggioranza la proposta del relatore del provvedimento e presidente della Commissione che stabilisce le norme per l’insediamento e la gestione dei centri di telefonia in sede fissa. Lo ha stabilito oggi la e per i gestori di
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