Partito Democratico, spunta una Margherita
Importante passo avanti al congresso provinciale. Alfieri: "Nessuno dovrà abdicare alla propria storia"
Una mozione da sottoscrivere, quella presentata a livello nazionale da Francesco Rutelli e quarantuno delegati da eleggere perché rappresentino la Margherita varesina al prossimo congresso regionale. E l’adesione degli iscritti è stata davvero alta. Sarà forse perché sullo sfondo dell’assemblea provinciale aleggiava quel Partito Democratico di cui si sta delineando “l’anima”.
Aula colma, quindi, all’istituto De Filippi, sabato 10 marzo, per l’assemblea provinciale coordinata dal consigliere regionale Giuseppe Adiamoli, neo presidente della Commissione per la revisione dello Statuto del Pirellone. Al tavolo, oltre al consigliere Adamoli, il senatore Paolo Rossi, Alessandro Alfieri, Paolo Rizzolo ed Emilia Frigerio.
Molti i temi toccati e non solo politici. A cominciare dalla crisi che sta investendo i cattolici:
“Non è facile per noi trattare questioni delicate come quelle dei Dico, della centralità della famiglia e rintuzzare allo stesso tempo gli attacchi che arrivano dalla Cei- ha detto il senatore Rossi nel suo intervento – Come è possibile non dissentire da una Chiesa che celebra il fondatore dell’Opus Dei e non monsignor Romero; che consente i funerali dei mafiosi e non quelli di Piergiorgio Welby? Ma occorre non perdere di vista il dialogo, il confronto costante” (nella foto sotto Stefano Tosi e il candidato alle Provinciali Mario Aspesi seduti in prima fila)
Ma il momento è storico ed epocale – ha detto ancora Rossi – e occorre non perdere mai di vista l’obiettivo che è sì quello “di dar vita ad un nuovo soggetto politico che sia in sintonia con il Paese, ma senza mai dimenticare la solidarietà verso i più deboli e l’attenzione a tutti quei temi che da sempre ci stanno a cuore”.
Messaggio recepito. Tutti i documenti presentati dalla sezioni locali intervenuti al De Filippi sono state approvate: il sentire è comune anche se qualche voce fuori dal coro non è mancata. “Andiamo verso il Partito Democratico – ha detto Alessandro Alfieri – e abbiamo ascoltato anche chi ha legittime perplessità che sono legate soprattutto al timore di qualcuno di dover abdicare alla propria storia. Non sarà necessario”.
Ed è questo che la “cordata” dei 41, lista approvata all’unanimità, andrà a dire a Roma, in testa Adamoli e Rossi.
”Rispettare il pluralismo culturale, questa è una delle condizioni”, ha detto ancora Alfieri.
Soddisfatto della partecipazione Roberto Molinari: “E’ un segnale importante, che fa capire quanto intenso sia il lavoro che all’interno della Margherita si sta facendo”. E che resta ancora da fare. Ma un lungo passo avanti, oggi, senza dubbio è stato fatto.
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