Primato lombardo per l’oculistica nel campo del trapianto di cornee
Il reparto diretto dal dottor Rossi ha addottato una tecnica di trapianto meno invasiva e senza problemi di rigetto
L’Oculistica dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio all’avanguardia nel trapianto di cornea. E’ stata infatti recentemente introdotta una nuova metodica denominata cheratoplastica lamellare automatica. Si tratta di una tecnica di trapianto che consiste nell’asportazione di parte della cornea opacizzata a causa di alcune patologie anche di origine traumatica e nella sua sostituzione con una lamella corneale da donatore.
L’Oculistica dell’Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio”, per prima in Lombardia, ha iniziato a utilizzare tale tecnica dall’inizio del 2007 e i casi trattati a oggi sono una ventina.
La tecnica
Rispetto alla cheratoplastica perforante (dal 2001 ne sono state effettuate 200), che prevede l’incisione del bulbo oculare e l’asportazione totale della cornea, la cheratoplastica lamellare automatica si esegue “eliminando” lo strato della cornea opacizzato ‘scolpendolo via’, sostituendo dunque solo la parte opacizzata.
“L’asportazione – spiega il primario Marco Rossi ( nella foto sopra) – avviene con uno strumento dotato di una microturbina ad altissima velocità su cui è montata una lama monouso che elimina solo lo strato di tessuto patologico. Grazie a questo dispositivo ad alta precisione, si può decidere a quanta profondità agire e su quale diametro”.
Una volta eliminato il tessuto malato, viene trapiantata la parte di cornea sana prelevata da donatore e “fissata” con adeguata sutura.
L’intervento si svolge solitamente in anestesia generale e prevede 2/3 giorni di ricovero.
Patologie trattate
Questo tipo di trapianto si può effettuare in presenza di queste due tipologie di patologie:
– cheratocono, cioè una degenerazione della forma della cornea che dà problemi di vista fino all’opacizzazione della cornea stessa, che si riscontra in pazienti giovani ed è ereditario
– Casi di opacità della cornea per traumi o esiti di infezioni in cui l’opacità risulta fortemente invalidante.
Vantaggi
“Tra i vantaggi derivanti dall’adozione di questa tecnica – prosegue il dott. Rossi – che abbiamo utilizzato per primi in Lombardia c’è, innanzitutto, una minore invasività chirurgica. A ciò si aggiungono un più rapido recupero post-operatorio, l’assenza di rigetto e l’ampliamento del numero di pazienti trattabili”. Inoltre, essendo una tecnica ad alta precisione è possibile utilizzare solo la metà di una cornea donata, utilizzando l’altra per un altro paziente.
Oltre all’esperienza di trapianto dell’Oculistica c’è anche da segnalare l’attività di prelievo di organi e tessuti svolta in particolare all’ospedale di Busto Arsizio – responsabile è il primario dell’Anestesia e Rianimazione Giorgio Servadio – dove da gennaio a oggi, grazie alla generosità di tanti cittadini, bustocchi e non, sono state prelevate 48 cornee.
“L’adozione di questa metodica all’avanguardia – commenta il direttore generale dell’Ao Pietro Zoia – è un ulteriore passo avanti sul fronte dell’innovazione e contribuisce a potenziare, grazie al lavoro dei nostri professionisti, l’offerta di prestazioni anche in ambito oculistico”.
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