Il sindacato si gioca la sua credibilità sul territorio
Intervento pregnante del segretario provinciale della Cisl, Carmela Tascone, al consiglio generale
Il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni si è rifatto più volte all’intervento del segretario provinciale Carmela Tascone (foto). «Come ha detto Carmela … come ha sostenuto Carmela…come ha sottolineato Carmela». Come non poteva tirarla continuamente in ballo. L’intervento della Tascone, di ben 13 pagine, è stato talmente pregnante di contenuti che ha dettato, non solo il confronto tra i tanti delegati varesini presenti nella Sala Napoleonica, ma anche quello con il "capo dei capi".
La distanza della politica non solo dai problemi della gente, ma soprattutto «nei confronti di problemi grandi e delle domande di fondo ci lascia sconcertati»; il dialogo con Cgil e Uil su temi fondamentali come la questione previdenziale, un tema che «sembra aver smarrito anche il Governo» e l’importanza di discutere prima di fare un intervento sui coefficienti; lo sviluppo economico che deve passare necessariamente dalla valorizzazione della contrattazione per affrontare i temi della produttività e della competitività; la pubblica amministrazione e la sua modernizzazione, uscendo dai luoghi comuni e dai facili giudizi.
E poi il "molosso" del welfare, dove il sindacato si gioca una fetta della sua credibilità e onorabilità: «Ricordiamo la priorità della rivalutazione di tutte le pensioni in essere, con una revisione dei criteri dell’attuale perequazione automatica – ha detto carmela Tascone – . Per quanto riguarda il mercato del lavoro il confronto ha messo al centro alcune priorità in materia di politiche dell’occupazione, con particolare attenzione alle donne, ai giovani e agli over 50…gli ammortizzatori sociali… il sostegno reale alle famiglie…la questione della non autosufficienza».
Sui territori si giocherà la partita più importante della contrattazione. Il segretario provinciale non si nasconde dietro una finanziaria che mette in difficoltà gli enti locali e quindi anche i cittadini. In questa partita i sindacati non possono fare più gli arbitri, ma si devono schierare, pena la perdita di consenso: «Anche nei nostri comuni si è aperta una rincorsa all’aumento o all’applicazione dell’addizionale irpef. A Varese abbiamo lavorato aprendo vertenze con molti enti locali, su 141 comuni, i nostri pensionati hanno chiesto 52 incontri e come confederazioni li abbiamo chiesti nei 13 comuni capidistretto. In 51 comuni abbiamo realizzato almeno un incontro e in 10 realtà si sono raggiunti accordi, in altre non si è prodotto un accordo, ma l’ente locale ha preso in considerazione le nostre richieste. Abbiamo sperimentato la positività del presidio del territorio».
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