A Varese le classi più affollate d’Italia

I continui tagli e l'aumento degli iscritti ha portato ad una situazione allarmante nella nostra provincia. Il 21 maggio sindacati in piazza

Varese ha la più alta densità di alunni per classe. A mettere nero su bianco la difficile realtà è Tuttoscuola, magazine del settore, che conferma quanto i sindacati andavano ripetendo da tempo: «La razionalizzazione avvenuta nella nostra regione è stata pesante – spiega Marinella Magnoni, rappresentante della Cgil scuola – E la situazione è destinata a peggiorare visto il dettato della Finanziaria che prevede tagli per un ulteriore 0,4%».

Il dato di Varese è allarmante visto che la peggiore media regionale appartiene alla Campania che conta, negli istituti  superiori,  22,2 alunni per classe.

Nella nostra provincia, invece, la media di alunni  è di 23,3 contro il 18,7 della vicina Verbania.
Il risultato tiene conto della situazione delle scuole primarie e delle secondarie: « Nel calderone rientrano le primarie delle comunità montane che contano sei o sette alunni ogni classe – spiega ancora Marinella Magnoni – Queste realtà fanno sì che nei centri urbani l’affollamento sia elevato».

A risentirne, però, sono soprattutto le superiori: «Il livello nazionale  assegna i docenti ad ogni regione. A questo livello  parte la contrattazione per il livello provinciale – spiega la sindacalista della Cgil – Si inizia con la contrattazione per la primaria e si cerca di contenere l’organico prestabilito con le esigenze reali. Nel caso i dati non collimino si può discutere di un “organico di fatto” che può ampliare le maglie. Quando la negoziazione arriva alle secondarie, però, il campo di manovra per l’organico di fatto è notevolmente ridotto dall’uso fatto in precedenza, con il risultato che proprio alle superiori si registrano le classi più popolose».

Proprio in questi giorni, all’Ufficio Provinciale Scolastico stanno facendo i salti mortali per far quadrare il cerchio: le iscrizioni sono in costante aumento a dispetto dei continui tagli di personale docente.

«Il risultato – commenta il preside dell’Itc Tosi di Busto Benedetto Di Rienzo – si lega anche al fiorire di specializzazioni e indirizzi nella scuola dell’autonomia. Così se una scuola vara un indirizzo particolare, gli studenti iscritti a quel corso si sommano a quelli del corso tradizionale. Le due classi vengono considerate insieme, anche se nel corso innovativo ci sono 15 iscritti mentre in quello tradizionale 30. Il personale docente viene diviso esattamente a metà».

La situazione diventa impossibile soprattutto al terzo anno delle superiori: in quarta, infatti, c’è lo sbarramento del numero di 25 studenti.

Per denunciare la situazione, i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una manifestazione il prossimo 21 maggio a Milano. La protesta nasce per denunciare i numeri della scuola in Lombardia: 14.000 iscrizioni in più a fronte di 2500 docenti in meno. Il debito delle scuole lo scorso anno per supplenze e lavori del personale da pagare ammontava a 96 milioni di euro, cifra destinata a salire nell’anno in corso. Sono 150 le sezioni dell’infanzia non attivate a fronte di 3300 bambini in lista d’attesa.

 «La scuola italiana viene criticata perché il rapporto docenti studenti è il più elevato in Europa – commenta infine Marinella Magnoni – ma si dimenticano di dire che in quel conteggio rientrano anche gli insegnanti di sostegno e tutte le maestre che, pur con pluriclassi, hanno un massimo di dieci bambini».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Maggio 2007
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