Assolto il ragazzo che uccise i fratelli a Viggiù
Gaetano Restivo era incapace di intendere e volere. Sarà internato per 5 anni in un ospedale psichiatrico giudiziario
Li ammazzò a colpi di fucile, sorprendendoli nel sonno, ma non era in lui, era incapace di intendere e di volere, e per questo è stato assolto.
Gaetano Restivo, 30 anni, il giovane di Viggiù che uccise i due fratelli di 24 e 14 anni, passerà però i prossimi cinque anni in ospedale psichiatrico giudiziario, dove è già rinchiuso da due anni.
Una misura decisa dal giudice Giuseppe Battarino, a conclusione del processo con rito abbreviato per il duplice omicidio di Viggiù.
Una conclusione richiesta sia dall’accusa che dalla difesa. (nella foto la scena del delitto)
Il Pm Luca Petrucci aveva optato per l’assoluzione sulla scorta della perizia psichiatrica che aveva stabilito l’incapacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del raptus omicida; Restivo era tuttavia stato giudicato dai periti processabile, anche se socialmente pericoloso.
Potrebbe essere libero tra cinque anni; sarà sottoposto a verifiche periodiche sul suo stato psichico, e alla fine del periodo di internamento toccherà all’autorità giudiziaria valutare eventuali misure suppletive.
Restivo è in ospedale giudiziario da due anni, da quando, la mattina del 4 maggio del 2005, esattamente due anni fa, con un fucile calibro 12, entrò nella stanza dove dormivano i fratelli, Gianni di 24 anni e Antonio di 14 e, annebbiato da una psicosi paranoica, caricò il fucile e sparò contro di loro, lasciandoli nel letto, cadaveri.
La dinamica dell’omicidio rivelava già lo stato di depressione del ragazzo. Giuseppe attese il ritorno a casa della madre infermiera, dopo un turno di notte, e la accompagnò a Luino, dalla nonna, raccontandole che l’anziana era stata male, per nasconderle la vista dei figli uccisi. Poi si gettò da un’altezza di trenta metri nel lago, a Colmegna, cercando al morte da uno scoglio.
Il fondale alto, invece, gli salvò la vita e il giovane, con l’istinto di sopravvivenza, restò aggrappato alle rocce per diverse ore. La sera venne trovato dai carabinieri. Nella notte confessò tutto, senza reticenze.
Oggi, i genitori di Gaetano – il padre ex finanziere e la madre infermiera – hanno riallacciato i rapporti con il figlio. "E’ una famiglia distrutta, ai genitori rimane solo questo figlio" dice l’avvocato Andrea Volonteri, il legale che ha seguito fin dalla notte della confessione questa triste vicenda. Gaetano nell’ospedale dei Reggio Emilia partecipa alle attività, fa lavoretti, grigliate. In aula non ha detto una parola. E’ arrivato con le guardie carcerarie, visibilmente ingrassato, e ha assistito al processo, composto e senza dire nulla. Con la stessa espressione, se ne è andato, dopo l’assoluzione.
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