Confortola: missione compiuta sul Cho Oyu

L'alpinista valtellinese ha conquistato gli 8.201 metri del gigante himalayano dopo una scalata durata 24 ore

Buone notizie dalle poderose vette del Nepal. L’alpinista valtellinese Marco Confortola
Alle 13h00 circa di ieri (ora locale), Marco Confortola è arrivato in cima al Cho Oyu, dopo 24 ore di marcia continua.
E’ quindi partito nella giornata di martedì 1° maggio festeggiando così la Festa del Lavoro lavorando duramente per raggiungere il suo obiettivo.
La sparizione delle attrezzature che Marco e Gnaro Mondinelli avevano lasciato in corrispondenza del Campo 2 nelle fasi preparatorie alla scalata finale, lo ha costretto a tentare la vetta partendo direttamente dal CB, ovvero da 5.600 mt, per coprire il dislivello sino alla sommità di 8201 mt senza appoggiarsi a nessun campo intermedio.
La cosa ha comportato un impegno fisico e mentale particolarmente gravoso tanto più che il Cho Oyu si è rivelato essere una montagna più complicata del previsto anche da un punto di vista tecnico.
Inoltre, le abbondanti nevicate verificatesi nei giorni precedenti, in cui il mal tempo si palesava ogni pomeriggio, hanno reso ancora più difficoltosa la marcia.
Marco ha telefonato in Italia dalla cima: la voce affannata per la fatica e l’alta quota è giunta però distinta attraverso il suo telefono satellitare.
Per risparmiare fiato ed energie ha solo annunciato che avrebbe chiamato non appena fosse stato in condizione di farlo, al ritorno. Il tempo era bellissimo e presto ha intrapreso la faticosa discesa, ancora una volta direttamente al CB.
Appena giunto al CB, Marco si è rifocillato per recuperare le forze e si è riposato a lungo.
Oggi, giovedì 3 maggio ha nuovamente telefonato per raccontarci che, a parte la fatica e l’impegno, che contraddistinguono sempre la scalata di un Ottomila, era soddisfatto e contento di sé.
Domani comincerà la discesa verso Kathmandu, percorrendo a ritroso il cammino intrapreso solo poco meno di 4 settimane fa. Infatti, il programma ufficiale della spedizione prevedeva che il lasso di tempo durante il quale tentare la vetta fosse compreso tra il 24 aprile e il 17 maggio: Marco è stato quindi velocissimo, ancora una volta, come già avvenne solo 6 mesi fa, quando ha conquistò la sommità dell’Annapurna a meno di 30 giorni dal giorno in cui lasciò l’Italia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Maggio 2007
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