Conto, e scontro, alla rovescia per il Family Day

Tutto pronto per la faraonica manifestazione romana prevista per domenica. Stimata sulle mille persone la presenza varesina

Una manifestazione contestata o appoggiata, probabilmente promettente (dal punto di vista numerico), sicuramente discussa. Stiamo parlando del Family Day, cioè una giornata dedicata alla famiglia che si svolgerà a Roma questo sabato, 12 maggio, con una manifestazione in piazza San Giovanni.

L’iniziativa è stata promossa dal Forum delle associazioni familiari, sostanzialmente composto da molte associazioni cattoliche o di ispirazione cattolica. A questo forum si sono gradualmente aggiunti altri sostenitori, ed al momento gli organizzatori prevedono la partecipazione di 100mila persone. Tra queste circa mille dovrebbero essere varesine: questa infatti sembra essere la partecipazione della nostra area, almeno contando le adesioni di chi viaggerà in pullman. Ad organizzare le partenze varesine sarà principalmente l’associazione Scienza e Vita (nata a sostegno del referendum contro l’uso di embrioni per la ricerca genetica), mentre nessun politico o sindaco si organizzerà per una partecipazione ufficiale.

Formalmente chi partecipa all’evento, si dice sostenitore del manifesto "Più famiglia", che sottolinea la necessità di politiche pubbliche di promozione della famiglia, ed esprime un giudizio negativo nei confronti dell’equiparazione al matrimonio di altre forme di convivenza.

Questo significa che si tratta di una manifestazione contro i Dico? Qui, in sostanza, verte tutto il motivo dello scontro che ha coinvolto questa giornata. Secondo gli autori del disegno di legge, il Family Day non sarebbe una giornata contro i Dico, perché i Dico non attuerebbero alcuna equiparazione tra matrimonio e convivenza.

Allo stesso modo, tuttavia, le stesse associazioni cattoliche che hanno promosso la giornata, l’hanno fatto a seguito delle manifestazioni pro-Dico, sostenendo che questo disegno di legge metta pericolosamente in dubbio la centralità della famiglia nel nostro ordinamento.

Molti movimenti politici parteciperanno, pur lasciando libertà di coscienza ai singoli esponenti. Ovviamente ci sarà tutto l’asse parlamentare dell’Udc, ad esempio, mentre Gasparri (An) oggi ha affermato che la mobilitazione di sabato dovrà avere conseguenze politiche contro l’attuale amministrazione di sinistra.


Per quanto riguarda i movimenti cattolici, non ci saranno vescovi in piazza, ma tutti i parroci e i movimenti cattolici privati potranno partecipare, e probabilmente non mancheranno. Il rischio, dovuto al pesante dibattito di questi giorni e alla comunicazione poco chiara, è quello di non poter realmente capire, di fronte alla folla di sabato, chi sarà veramente a Roma per una manifestazione a favore della famiglia tradizionale (l’unica degna di tale nome, secondo gli organizzatori) e chi sarà lì per dirsi contrario alle famiglie non tradizionali, o a qualunque riconoscimento "mediano" delle convivenze.

Intanto fervono i preparativi, decisamente faraonici: in parrocchie, scuole e supermercati sono stati distribuiti almeno 20 milioni di volantini e 250mila manifesti. Da qualche giorno 30 operai sono al lavoro in piazza per allestire un palco alto 30 metri e largo 20. In piazza ci saranno 8 maxischermi, 3 palloni aerostatici, 20 gazebi, 60 clown (per i bambini), 30mila palloncini. Tutto verrà finanziato dal gruppo nato per la creazione dall’evento, o attraverso l’autotassazione delle associazioni aderenti.

La Rai seguirà l’evento con forte attenzione: uno speciale di Tv7 la sera di venerdì su Rai1, uno speciale del Tg2 sabato dalle 16 alle 18, uno speciale in diretta di "A Sua Immagine", collegamenti in diretta per i tg, due postazioni satellitari, e una diretta di tre ore su RaiNews 24. Non basta: si mobiliteranno anche RadioRai, Rai International e RaiNet, con speciali di approfondimento per il web.

Contestualmente in piazza Navona, sempre a Roma, si svolgerà una manifestazione, detta "Giornata dell’orgoglio laico", promossa dai Radicali. La manifestazione cade significativamente anche nel 33esimo anniversario della vittoria del referendum sul divorzio. Anche in questo caso gli organizzatori non si dicono contrari al Family Day, ma comunque favorevoli a forme familiari nuove, per rispondere a quella che viene definita un’esigenza concreta ed attuale di una parte della società. Così come si rispose con la vittoria del referendum sul divorzio.

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Pubblicato il 11 Maggio 2007
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