Mauro Guerra: “Ho in mente un’Alleanza Prealpina”

Ecco l'intervista al principale candidato dei gruppi di sinistra alla Provincia di Como

Continuano i nostri incontri con i candidati alla presidenza della Provincia di Como. Oggi, quindi, presentiamo l’intervista al candidato di sinistra, Mauro Guerra. Le liste che lo sostengono sono L’Ulivo, Lista Civica per Guerra, Rifondazione Comunista, Verdi di Como, Di Pietro Italia dei Valori e PDCI.

Guerra è un avvocato e si occupa prevalentemente di diritto amministrativo e urbanistica. Ha 49 anni ed è sposato con due figli. Deputato dal 1992 al 2001, nella sua ultima legislatura è stato vice Presidente del gruppo Ds – L’Ulivo. In Parlamento ha sempre fatto parte della Commissione Bilancio e della Giunta del Regolamento. Dal 1999 è Sindaco di Tremezzo e Presidente dell’Unione dei Comuni della Tremezzina.

Mauro Guerra, giudicando l’operato dell’amministrazione attuale, quali crede siano state le cose buone e quelle da criticare? «Negli ultimi  anni la Provincia di Como ha progressivamente perso peso e ruolo politico. Non ha saputo interpretare e rappresentare gli interessi delle nostre comunità, nei rapporti con gli altri livelli istituzionali: Stato, Regione, altre Province limitrofe. Non hanno saputovneppure sfruttare il “filotto” di governi di centro destra degli scorsi anni, Comune e Provincia di Como, Regione Lombardia, Governo nazionale. Non hanno saputo pensare e progettare il futuro di questi territori, non hanno saputo prendere decisioni strategiche. Hanno gestito l’ordinarietà. Ma la provincia di Como merita di più. Qualcosa di positivo tra le decisioni prese dalla Giunta Carioni? Le rotonde stradali. Quasi le uniche opere pubbliche realizzate».

Quali sono le risposte del suo programma? «La ricostruzione di un rapporto di ascolto, partecipazione, coordinamento, con i territori, i Comuni, le forze economiche e sociali.  Il carattere “civico” della nostra proposta di governo. Un programma come guida, la lealtà nei rapporti istituzionali al di là del colore politico delle momentanee maggioranze di governo dei diversi enti. Un Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale con Regione Lombardia, che risponda anche alle questioni della mobilità. Sistema delle infrastrutture viabilistiche e ferroviare (dalla Pedemontana con la tangenziale di Como alla terza corsia dell’A9, dall’Alp transit ferroviario alle varianti della Regina),  un sistema di metrotramvia tra il capoluogo e i centri più vicini. Un generale investimento sul trasporto pubblico. Un impegno straordinario sulle questioni ambientali: acqua, energia (risparmio e fonti rinnovabili), rifiuti, assetto del territorio e paesaggio. Il nuovo sistema ospedaliero e dei servizi socio-sanitari. Il rilancio del ruolo centrale dell’istruzione, della formazione, dell’università e della ricerca per la riqualificazione dei sistemi produttivi locali che attraverso questa leva possono tornare competitivi sul piano nazionale e internazionale».

Quali problematiche dovranno essere affrontate con maggiore urgenza da chi vincerà queste elezioni? «La decongestione del sistema viabilistico e la lotta all’inquinamento».

Come percepisce il clima di questa campagna elettorale, così come la affrontano le sue liste e  suoi concorrenti? «E’ una campagna elettorale molto stimolante, per quanto mi riguarda. I gruppi e i partiti che mi sostengono hanno messo in campo iniziative imposrtanti e diffuse su tutto il territorio. C’è un bel clima, cresce ogni giorno la fiducia di potercela fare, di poter cambiare davvero questa volta. C’è passione, stima, competenza, tanto lavoro di tante e di tanti.  Aiutano molto anche le nuove energie e le nuove forze, provenienti dalla società civile, che si sono messe in campo con la lista civica territoriale che mi sostiene. Una lista che va oltre gli schieramenti politici nazionali, in vista di un migliore governo del nostro territorio, vissuto come un’esigenza da parte di tutti, sinistra e destra compresa».

Una domanda che interessa particolarmente i nostri lettori: come crede dovranno svilupparsi i rapporti tra la Provincia di Como e le altre provincie dell’area insubrica, come Varese? Quali idee concrete possono servire a ridare slancio a quest’area territoriale?  «Da deputato ho lavorato alla nascita dell’Università dell’Insubria, al tema dei collegamenti viabilistici, ho lavorato con i parlamentari varesini di schieramenti diversi dal mio. Oggi ho in mente una sorta di Alleanza Prealpina, con le Province di Varese, Lecco, Sondrio, in rapporto con il Ticino. Sono territori non solo confinanti, ma che condividono un posizionamento geografico a nord dell’area metropolitana milanese ed hanno una loro continuità e omogeneità di struttura, di vocazioni allo sviluppo. Un destino per tanta parte comune nello scenario della competitività tra i territori. Un sistema territoriale che deve avere riconoscimento, ruolo e peso, autonomia. Serve che le Istituzioni locali abbiano un rapporto permanente di collaborazione, un patto comune per gestire nel modo migliore gli obiettivi condivisi. Con questo puntiamo a dare più valore strategico a quest’area,  a darle maggior peso a livello nazionale e regionale. Infrastrutture, istruzione, università e ricerca, competitività economica, sistemi socio-sanitari, politiche ambientali. Insieme, per la nostra gente».

Domani termineranno le interviste alla rosa di candidati con l’avversario principale di Guerra, il presidente uscente Leonardo Carioni. Le tematiche quindi si fanno sempre più interessanti per gli elettori. Che, nel frattempo, possono conoscere tutto sull’appuntamento elettorale grazie al nostro canale Politica, e alle pagine dello Speciale Elezioni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 24 Maggio 2007
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