Mi fido di te. E fai male

Una carogna. Gigi Vianello è una carogna. Dall’inizio alla fine. Da quando, in apertura di romanzo, osserva con disgusto un bimbo che gli fa le smorfie dal finestrino di un’auto, sino all’ultima scena, quando fischiettando il motivetto di What a Wonderful World pregusta il suo ennesimo colpo di teatro.
Ma tutti i personaggi di questa storia nera sono carogne. Non se ne salva nessuno. Tutti si muovono come quei gabbiani che si contendono famelici i resti di un loro simile sul lungomare di Cagliari. Tutti si sbranano tra loro. Nessuna giustificazione alle loro azioni, nessuna ipocrisia morale a mimetizzare queste nature bestiali. Tutti si sbranano tra loro e tutti tradiscono tutti. Il titolo, preso in prestito da una canzone di Jovanotti, assume così un significato beffardo.
La storia è ben congegnata e i fili che il protagonista abbandona dietro di sé, spostandosi dal Veneto alla Sardegna, si riannodano sino ad avvilupparlo in una ragnatela sempre più stretta e dalla quale gli sarà sempre più difficile liberarsi. Non sappiamo se gli autori siano riusciti nell’intento di rendere la loro carogna simpatica, come si legge in quarta di copertina. Sicuramente il loro protagonista non è meno rispettabile o più sgradevole di tutti gli altri personaggi di contorno, criminali professionali ma anche criminali nascosti dietro la maschera del carrierista di partito, del gioielliere, del notaio, dell’imprenditore, del giornalista.
L’avidità compulsiva e bulimica di questi criminali in guanti bianchi è sottolineata dal tema conduttore del romanzo, quello della sofisticazione alimentare di cui Vianello è diventato esperto. Dopo un esordio nello spaccio di ecstasy nelle discoteche venete, scopre la sua vera vocazione: il commercio di alimenti sofisticati. La lettura di questo libro risulta istruttiva. Tuttavia, chiuso il libro, guarderete con sospetto il cibo posto nel piatto, di fronte a voi, in attesa di essere mangiato. Perché dopo aver appreso che nelle vostre merendine potrebbero esserci uova invase da parassiti, che il riso certificato “ogm-free” potrebbe provenire da una partita ammuffita, che il grano duro destinato alla panificazione potrebbe essere inquinato da ocratossina, che il pollo potrebbe provenire dalla Thailandia, scongelato e sgonfiato in Olanda, rigonfiato d’acqua e poi ricongelato, che le vongole veraci potrebbero provenire dalle zone più inquinate della laguna di Venezia, che il vostro Chianti docg ed il vostro prosciutto di Parma potrebbero non essere mai passati né per la Toscana né per l’Emilia, beh… vi assicuro che il cibo pronto nel vostro piatto assumerà un aspetto poco rassicurante.
Tanto più che leggendo questa storia vi ricorderete di tutte le volte che, manifestando una strana nausea, una certa spossatezza, un po’ di dissenteria, qualcuno vi avrà ripetuto: «mezza città è nelle tue condizioni. Dicono si tratti di un virus, che quest’anno l’influenza si prende così…»
Buon appetito! Pardon… Buona lettura!
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Francesco Abate, Massimo Carlotto 
Mi fido di te 
Torino
Einaudi 
2007
P 177
Euro 14
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A proposito
«Ciascuno dovrebbe guardarsi mentre mangia»
Elias Canetti
 

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Pubblicato il 28 Maggio 2007
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