Paolo Rossi: “Per dare voce alla sinistra”

Il candidato sindaco del Partito dei Comunisti Italiani si presenta nella corsa a otto per la poltrona di primo cittadino

Tra le otto liste scese in campo a Cassano Magnano, un po’ a sorpresa è comparsa anche quella del partito dei Comunisti Italiani. Il candidato sindaco è Paolo Rossi, 56 anni, bellunese di nascita ma cassanese d’adozione, sindacalista impegnato da sempre nei consigli di fabbrica. La prima esperienza nel consiglio comunale di Cassano Magnano risale al 1975, poi è stato assessore all’Edilizia privata tra il 1980 e il 1983, quando si è dimesso. Rossi è duro con l’amministrazione Morniroli: «Quindici anni di centrodestra hanno creato un vero e proprio distacco tra amministratori e cittadini. Non c’è stata partecipazione, non si conoscono le motivazioni per le decisioni di chi amministra. L’arroganza è stata la linea guida, non hanno permesso alle minoranze di dare il minimo contributo in consiglio comunale – spiega Rossi -. Risultato, la città si è stancata è ha necessità di un ricambio. Anche la gestione economica è stata negativa, hanno dato il via libera ad opere onerose fuori dalle possibilità del Comune, fino all’ultimo atto scandaloso con il bonus alle famiglie pagato con l’aumento dell’addizionale Irpef: una manovra elettorale che oltretutto non va ad aiutare chi ne ha realmente bisogno ma tutti indiscriminatamente. Il Pgt poi è inaccettabile, fatto in una stanza chiusa a difesa di interessi particolari: si liberalizza la costruzione su parti del territorio scampate fino ad ora alla cementificazione, senza avere la minima idea di riorganizzazione del territorio, ignorando il entro storico e intervenendo in aree pericolose dal punto di vista idrogeologico. È il frutto di speculazioni e la dimostrazione è che è stato approvato un giorno prima del Ptcp della Provincia».  

In lista tanti giovani, non tutti tesserati: «Diciamo che il 50 per cento ha la tessera e il 50 no – prosegue Rossi -. I giovani sono tanti e l’età media è bassa». Le voci sull’inserimento della senatrice Maria Pelegatta si sono rincorse nelle ultime settimane, fino alla conferma della sua esclusione. E qui arrivano le stilettate al centrosinistra: «Sarebbe stato assurdo presentare una senatrice, che comunque ha ben altri impegni, votata nelle fila dell’Unione in Senato, quando a Cassano il centrosinistra va spezzettatato in tre parti. La scelta non è nostra – spiega Rossi -, avremmo voluto presentarci con l’Unione, ma altri, l’Ulivo, non ha voluto. Noi siamo comunque per l’Unione, siamo stati esclusi da loro per scelte che con i programmi non hanno nulla a che fare: è stato un calcolo politico sui numeri. Noi lavoriamo per fare la cerniera della sinistra, per andare uniti al secondo turno e ricompattarci. Faremo una campagna limpida e pulita, senza attaccare queli che sono i nostri alleati naturali».  

Per quanto riguarda il programma, Rossi ha le idee chiare: «Innanzitutto si deve ripartire dal recupero della partecipazione democratica –spiega -: per ogni iniziativa dell’amministrazione, dalle commissioni alle consulte, si devono coinvolgere i cittadini. Inoltre vorremmo vedere se si può modificare almeno in parte il Pgt, che così, a mio modo di vedere, è inattuabile. Daremo aiuto ai ceti deboli, per chi ne ha realmente bisogno, invece di fare interventi casuali e propagandistici: famiglie e anziani devono avere contributi, ma non a pioggia o alla fine del mandato a fini elettorali. Vogliamo poi finalmente ampliare Casa Maurizi, centro anziani che è una vera e propria risorsa per la città, costruendo gli 80 posti promessi da tempo. Ultimo ma non ultimo, il territorio: difenderemo le aree verdi contro speculazioni e cementificazioni. In sostanza, daremo voce alla sinistra».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Maggio 2007
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