Amnesty International si trasforma nel Grande Fratello
L'associazione per i diritti umani ha annunciato l'utilizzo di immagini satellitari per vegliare sulla difficile situazione del Darfur. Gli scatti sono a disposizione di tutti
Satelliti che guardano, che vegliano su quel che succede sulla nostra terra. Un prospettiva inquietante, quasi una minaccia che, paradossalmente, oggi può essere utilizzata anche a scopo benefico. Cosa succede, infatti, se una associazione per i diritti umani "minaccia" un governo di osservare assiduamente il suo operato?
Questa è la prospettiva rovesciata introdotta oggi, giovedì 7 giugno, da Amnesty International. L’associazione ha dichiarato infatti di usare riprese satellitari per controllare la situazione dei villaggi della martoriata regione sudanese del Darfur. L’organizzazione per i diritti umani chiede a tutti di visitare il sito www.eyesondarfur.org, per far sapere in questo modo al governo sudanese che il mondo sta controllando quanto accade sul terreno.
“Nonostante quattro anni di distruzione e morte in Darfur, il governo sudanese rifiuta le richieste dell’opinione pubblica e delle Nazioni Unite di inviare i peacekeeper nella regione, indispensabili per fermare le violazioni dei diritti umani” – ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International. “Nel frattempo, cerchiamo di sfruttare la tecnologia satellitare per dire al presidente al-Bashir che verificheremo quanto sta accadendo per denunciare ulteriori violazioni dei diritti umani. Amnesty International continuerà e premere sulle autorità sudanesi affinché consentano il dispiegamento dei peacekeeper”.
Il sito www.eyesondarfur.org aggiungerà ogni giorno nuove immagini dal satellite, per verificare in tempo reale nuovi attacchi e distruzioni e identificare aree potenzialmente a rischio localizzate presso importanti risorse, come le fonti d’acqua. Il sito conterrà inoltre un archivio di immagini che testimonieranno la distruzione dei villaggi a partire dal 2003.
Già oggi, visitandolo, un’animazione in flash ci aiuta ad interpretare le cartine, spiegando a tutti come Amnesty sia in grado di individuare gli attacchi a punti chiave dei villaggi. Ogni immagine satellitare è accompagnata da report scritti, gallerie fotografiche e video che riprendono direttamente le atrocità compiute. La crisi del Darfur è certamente la causa delle più gravi violazioni dei diritti umani, in una località dove omicidi, rapimenti e torture sono all’ordine del ciorno. Centinaia di migliaia di civili sono morti a causa di attacchi indiscriminati dei Janjawid, ai quali si aggiungono i bombardamenti aerei del governo sudanese.
Il progetto è stato realizzato dalla Sezione Statunitense di Amnesty International, in collaborazione con l’American Association for the Advancement of Science. Gli scatti usati da Amnesty sono stati acquistati da satelliti ad uso commerciale.
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