“Basta cemento”, polemica della Lega in consiglio comunale

Cartelloni contro le speculazioni edilizie, parole grosse e accuse reciproche. Alla fine approvati coi voti della maggioranza i piani integrati d'intervento

Parole grosse, clima teso, accuse incrociate e il ritorno degli striscioni leghisti. Il consiglio comunale di Gallarate ha vissuto una serata complicata. Tema della discussione, i quattro piani integrati di intervento in via Toscanini/via Covetta, via XXII Marzo, viale Milano e Largo De Gasperi, con riferimenti continui anche ai due piani attuativi di Crenna, non all’ordine del giorno perchè la discussione e l’approvazione non necessita dell’avallo dell’assemblea civica, ma ben presenti in aula: si è parlato di scempio, di collina violentata, di cementificazione e speculazioni edilizie, tutte accuse rispedite al mittente all’amministrazione comunale.  

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L’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Bossi ha presentato i lavori: modifiche dei perimetri di piani attuativi in via Toscanini e XXII Marzo, modifica della destinazione dell’area di viale Milano da produttiva dimessa a residenziale, incremento del volume in largo De Gasperi, da 6487 a 8395 metri cubi destinati a terziario e residenza. Il totale dei volumi è di 33.088 metri cubi. Il pacchetto è stato raggruppato per consentire il coordinamento degli interventi, che concorrono alla riqualifica dello spazio antistante l’opera di largo De Gasperi e alla realizzazione di un’unica opera pubblica, la palazzina multifunzioni di Sciarè (via Olona/via Vigorelli): 575 metri quadrati che ospiteranno una farmacia, un ufficio postale, un ambulatorio, una banca, un bar e uno sportello remotizzato per una spesa complessiva di 670 mila euro. Il Comune incamera con gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria circa 1,2 milioni di euro.   

Scatenate le opposizioni. Ha aperto le danze Quintino Magarò (Polo Civico di Centro), che non ha partecipato al voto e ha accusato l’amministrazione comunale di «realizzare un nuovo Prg inopportuno, concentrando troppe opere in un limitato lasso di tempo, creando conseguenze gravi alla città». Ha rincarato la dose Laura Floris (Sdi): «Fatto tutto senza pensare ad un coordinamento, senza aspettare il piano di governo del territorio (Pgt). Si era parlato di interventi sulle aree dimesse della città, ma questa filosofia non si vede». Angelo Senaldi (Margherita) ha parlato di «forzatura al processo in atto che porterà tra pochi mesi al Pgt, si costruiscono 370 appartamenti in più senza dare i servizi. Gli interventi a Sciarè e la pista ciclabile che verrà costruita in cambio dei lavori a Crenna si potevano fare con l’avanzo di bilancio». Pierluigi Galli (Ds) ha attaccato la maggioranza su tutta la linea: «A luglio maturano i pomodori, a Gallarate invece maturano i piani integrati di intervento. Perchè tutta questa fretta? Per noi perchè con il Pgt approvato ci sarebbero stati paletti difficili da superare, come la Vas, il piano dei servizi e altre regole che così si anticipano. Sono speculazioni in senso etimologico. L’impatto dei piani attuativi di via Nascimbene e via Monte San Martino poi sarà devastante per la collina di Crenna: va bene i diritti acquisiti dei privati, ma aspettano da 10 o 20 anni, 6 mesi in più non sarebbero stati un dramma». Pesante anche il giudizio di Cinzia Colombo (Prc): «Fatto di corsa senza approvare il Pgt, erodendo il territorio e violentando la collina di Creanza, traffico in più, tanti alloggi che non si bene a cosa servono, se ad essere abitati o come semplice speculazione edilizia. In cambio si fanno le piste ciclabili dove non c’è traffico e un centro polifunzionale con il Comune che si fa carico di aiutare anche un soggetto debole come una banca». Non risparmiano bordate agli ex alleati i leghisti: «Si usa uno strumento straordinario come fosse ordinario – ha attaccato Matteo Ciampoli e come sempre, ogni volta che il capogruppo leghista ha preso la parola, l’assessore ex Carroccio Roberto Bongini si è alzato ed è uscito dall’aula -. Il piano di coordinamento provinciale del territorio impedisce di erodere aree collinari come quella di Crenna, ma non si è ascoltato, si cementifica e si offrono in cambio opere pubbliche che pubbliche non sono, come banca e farmacia». Al termine dell’intervento, dopo l’accusa di non mandare mai in ferie il partito del cemento, sono comparsi cartelli, esposti da militanti del Carroccio e dai tre consiglieri leghisti (vestiti da “battaglia” con felpa verde e scritta Galarà in evidenza), che dicevano “Basta Cemento”.

All’opera in sala consiliare anche le clack di una e dell’altra parte, pronte ad applaudire e fare il tifo dopo ogni intervento, tra le reprimenda del presidente del consiglio Donato Lozito. A difendere l’intervento Giuseppe Martignoni (An), che ha accusato la Lega Nord di essere «ballerina, di aver sottoscritto il programma e non rispettarlo. Lo sviluppo non si può fermare. Non diamo fiato alle trombe di sinistra-centro-Lega e procediamo veloci vero il Pgt». Anche l’assessore Bossi e il sindaco Mucci hanno difeso a spada tratta gli interventi, replicando punto su punto alle accuse. Il clima si è acceso sempre di più, con scambi di battute non troppo amichevoli tra maggioranza ed opposizione, pubblico rumoroso ed in subbuglio, fino al voto finale: piani approvati con voto di Forza Italia e An; contrari Ds e Margherita; Sdi, Polo Civico di Centro e Lega Nord fuori dall’aula. 

Per riportare serenità c’è voluto l’assessore ai lavori Pubblici Aldo Simeoni, che ha presentato il nuovo piano cimiteriale. Ed è dire tutto.

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Pubblicato il 17 Luglio 2007
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