Consiglio regionale approva DPEFR
Il documento riguarda il triennio 2008-2010 “Autonomia, federalismo fiscale e nuovo Statuto obiettivi strategici”
Maggiore autonomia, federalismo fiscale e nuovo Statuto di autonomia. La Risoluzione che accompagna il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale 2008-2010, approvata oggi in Consiglio regionale con 40 voti favorevoli, 21 contrari e una astensione, evidenzia ancora una volta dove si concentrerà l’azione politico-istituzionale di Regione Lombardia nei prossimi anni.
Quelli che sono ritenuti i “tre pilastri su cui poggeranno le fondamenta della Lombardia del futuro” – autonomia, federalismo fiscale e nuovo Statuto – sono definiti “obiettivi strategici” e inseriti in un momento istituzionale definito “storico”, caratterizzato da “una forte tensione tra Stato centrale e comunità locali in termini di autonomia finanziaria”.
Quelli che sono ritenuti i “tre pilastri su cui poggeranno le fondamenta della Lombardia del futuro” – autonomia, federalismo fiscale e nuovo Statuto – sono definiti “obiettivi strategici” e inseriti in un momento istituzionale definito “storico”, caratterizzato da “una forte tensione tra Stato centrale e comunità locali in termini di autonomia finanziaria”.
La Risoluzione ricorda i passaggi istituzionali fatti in questo contesto dall’Assemblea lombarda (la richiesta di maggiore autonomia in 12 materie e la proposta al Parlamento sul federalismo fiscale). E sottolinea che le iniziative intraprese si legano alla consapevolezza che “solo un legame trasparente tra prelievo e spesa, tra tassazione e territorio, può fondare una presa di responsabilità sia degli eletti che degli elettori, e che solo attraverso una solidarietà che incentivi i comportamenti virtuosi si può realizzare un’efficace riduzione della spesa pubblica”.
Il documento evidenzia poi quelli che definisce “temi chiave” della legislatura regionale, ovvero semplificazione, informatizzazione, sussidiarietà, sostenibilità ambientale ed elenca 28 capitoli sui quali l’Assemblea regionale lombarda invita la Giunta ad agire.
Il DPEFR evidenzia il “rafforzamento e consolidamento della ripresa economico-industriale più forte che nel resto del Paese”. I dati parlano un Pil regionale attestato su un + 1,3% rispetto allo 0,9% nazionale, di una crescita dei livelli produttivi nei primi tre mesi di quest’anno del 3,7% più alta rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di un export che viaggia sul 28% del totale nazionale e di una disoccupazione scesa al 3,7%.
In questo quadro, l’agenzia Moody’s ha confermato il rating di Regione Lombardia ad Aa1, un livello stabile ma superiore a quello del Paese fissato in Aa2.
“Regione Lombardia- si legge nel DPEFR – punta a consegnare a fine legislatura risultati concreti di cui i cittadini possano beneficiarne e poi impostare progetti di ampio respiro che contribuiscano alla positiva evoluzione della Lombardia. In questo contesto trasparenza, sburocratizzazione, semplificazione, alleggerimento dei procedimenti sono tutti fattori che devono ricondursi ad un impegno preciso per innovare la funzione pubblica”.
E qui il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale evidenzia i risultati già raggiunti: costi di gestione e finanziamento scesi al 12,2% del bilancio contro il 20 delle altre Regioni; rapporto tra personale e popolazione più basso d’Italia (0,44); vasta azione di semplificazione che ha consentito di abrogare 1087 leggi regionali lasciandone in vigore solo 679 mettendo in cantiere testi unici per le principali materie di propria competenza.
Nella discussione, su 56 emendamenti ne sono stati accolti cinque (tre hanno come primo firmatario il capogruppo dei Ds Giuseppe Benigni, uno è stato presentato da Luca Gaffuri della Margherita e un altro dal capogruppo di Forza Italia Giulio Boscagli).
Il primo emendamento di Benigni chiede alla Giunta regionale di applicare i canoni ERP sulla base di criteri di equità e di avviare una riforma del sistema delle Aler, il secondo sollecita la valorizzazione del Terzo Settore nel contesto socio-economico lombardo anche attraverso idonee “azioni di carattere legislativo”, il terzo rafforza la richiesta già avanzata di attuazione del federalismo fiscale attraverso l’applicazione degli art.116 e 119 della Costituzione. L’emendamento di Gaffuri pone invece la necessità di garantire nuovi finanziamenti alle piccole e medie imprese per sostenerne gli investimenti finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, mentre Boscagli sollecita la costituzione di un FRISL per la tutela e la valorizzazione degli edifici di culto che abbiano valore storico, artistico, architettonico o archeologico.
“Questo DPEFR –ha detto la Presidente della Commissione Bilancio Rosi Mauro, relatrice del provvedimento– si colloca in un contesto economico ed istituzionale caratterizzato da positivi segnali di ripresa economica e dalla riscoperta da parte di tutte le forze politiche dell’esistenza di una questione settentrionale, che non riesce a trovare una soluzione in tavoli romani, i quali spesso mancano di un preciso e chiaro indirizzo politico. Questa ripresa favorevole è un’occasione che la Lombardia deve saper cogliere per far definitivamente ripartire la “locomotiva” economica a pieno regime. Per far questo sono però necessari nuovi e decisi investimenti sia nel settore infrastrutturale che in quello del capitale umano e delle tecnologie. I problemi nascono – ha osservato ancora Rosi Mauro – dalla mancanza di risorse da poter utilizzare sul territorio e riguardano in primo luogo le infrastrutture (tangenziali, autostrade, ferrovie ecc..) ma anche la sanità, i servizi alle imprese, le politiche abitative, il mercato del lavoro e in generale tutti gli aspetti del welfare. Per non rimanere esclusi ed agganciare questo nuovo trend di sviluppo c’è bisogno di realizzare due condizioni: la possibilità di disporre di risorse economiche adeguate e di poterle utilizzarle in maniera autonoma”.
Nelle dichiarazione di voto Gianmarco Quadrini ha sottolineato il “sostegno convinto” dell’Udc al DPEFR perché “traccia la giusta rotta” e consente l’attuazione “delle politiche necessarie per rispondere ai problemi delle famiglie, politiche che sono concrete e lungimiranti”.
Negativo il giudizio espresso da Stefano Zamponi dell’Italia dei Valori il quale ha evidenziato un distacco rispetto alle scelte di politica regionali. “La nostra politica – ha detto – deve guardare a quella parte di popolo, che è la maggioranza, che non va in vacanza sulla Costa Smeralda”.
Per Bebo Storti dei Comunisti Italiani, la Risoluzione che accompagna il Documento di Programmazione Economica Finanziaria Regionale è “vergognosa perché vede i cittadini lombardi solo come consumatori ed elettori e racconta di una regione di primati che non esiste. O meglio esiste, ma per primati negativi, come l’inquinamento di aria e acqua, gli incidenti sul lavoro e un territorio massacrato da autostrade e centri commerciali”.
Voto contrario è stato annunciato da Maria Grazia Fabrizio (Margherita), che ha evidenziato come a suo parere “nel dibattito odierno sono emerse proposte e spunti di grande interesse quasi esclusivamente per merito e contributo degli esponenti dell’opposizione. Occorre –ha concluso la Fabrizio- prevedere maggiore attenzione e nuovi strumenti per migliorare la qualità della vita e delle prestazioni nel campo sociale e dell’assistenza”.
Per Stefano Galli (LN): “L’opposizione utilizza lo strumento della menzogna e della propaganda, ma nella risoluzione sono contenute le cose vere che faremo. Indubbiamente –ha aggiunto il capogruppo della Lega Nord- si potrebbero fare molte cose in più e non ci nascondiamo l’esistenza di qualche difficoltà, ma siamo soddisfatti e abbiamo la consapevolezza, per quanto ci è consentito fare, di lavorare bene. Certo –ha concluso Galli- se avessimo il federalismo fiscale potremmo fare molto di più, ed è proprio su questo punto che ora ci confronteremo con il Governo nazionale”.
Voto di astensione è stato annunciato da Alessandro Cè (Cristiano Federalisti), che ha giudicato “abbastanza virtuosa” l’amministrazione regionale lombarda, consapevole però che “ci sono carenze sul fronte della programmazione e della qualità legislativa, che serve fare molto di più, e spesso non ci riusciamo non per mancanza di mezzi, ma per mancanza di volontà”. Secondo Cè occorre anche più rigore nei controlli, che la Regione deve effettuare direttamente, “senza demandare il compito a organismi esterni poco qualificati”.
Secondo Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione Comunista, il DPEFR prosegue nell’attuazione di politiche “che hanno messo a mercato valori e principi che le generazioni passate ci hanno consegnato, un patrimonio che oggi Regione Lombardia ha invece dissipato. La verità –ha continuato Agostinelli– è che la ricerca del federalismo fiscale viene richiesta a gran voce perché si è raschiato il barile, a danno dei diritti e dei valori dell’unità nazionale”.
Per Silvia Ferretto il DPEFR fa “conoscere i nostri progetti e le nostre proposte. Ci sarebbe piaciuto sapere e dibattere anche quelle degli altri, ma non abbiamo potuto perché non le hanno presentate”.
Carlo Maccari di Alleanza Nazionale ha sottolineato invece che “il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale dimostra come Regione Lombardia sta sempre più diventando ente di governo. Credo che il nuovo Statuto sarà in grado di darci una marcia migliorando la nostra azione“.
Per Giuseppe Benigni dei Democratici di Sinistra si “continua a parlare di Regione Lombardia come Regione di eccellenza perché il paragone viene fatto con le altre realtà regionali italiani. La verità è che il confronto deve essere fatto invece con le altre Regioni europee, nei confronti delle quali la Lombardia ha un differenziale negativo. Quanto al federalismo fiscale –ha aggiunto Benigni– credo sia utile, anziché continuare ad attaccare le lentezze romane, che la Lombardia faccia autocritica: i problemi si risolvono con l’attuazione di politiche efficaci nei settori strategici come quelli sul trasporto pubblico, sull’assistenza e sulla formazione, politiche che oggi noi non vediamo”.
Margherita Peroni di Forza Italia ha difeso l’impianto del DPEFR, sottolineando che i “primati della Lombardia sono sotto gli occhi di tutti. Certo si poteva fare di più. Il problema però è legato alla mancanza di un sistema Paese, senza il quale la Lombardia farà sempre fatica. Quanto alle critiche sui servizi, sui loro ritardi e sulla loro qualità, non vedo come si possa dire queste coste cose quando tutti ci riconoscono livelli di alta qualità”.
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