Dopo due anni si sblocca il “caso” infettivi
Il reparto fermo a causa di un intoppo burocratico. Il direttore Pampari: «Lavori completati entro settembre»
A due anni esatti dalla mancata inaugurazione, per il reparto infettivi dell’ospedale di Varese si apre una nuova fase. Il 22 giugno scorso, la direzione dell’azienda ospedaliera ha approvato una delibera con cui si appiana una questione burocratica fondamentale: la dichiarazione che le variazioni apportate al progetto iniziale sono fondamentali per l’attività ospedaliera.
Ci sono voluti due anni, quindi, per mettere un pezza ad un “errore” formale, legato alla differente realizzazione del progetto che inizialmente prevedeva l’innalzamento di un piano dell’attuale sede e che, invece, era stato realizzato costruendo una palazzina parallela perchè le fondamenta del vecchio non erano adeguate.
Il dibattito interno si è protratto per oltre quindici mesi.
Durante questo tempo congruo, è avvenuto l’avvicendamento tra i responsabili tecnici ( cambio che, però, è stato reso noto con sei mesi di ritardo) mentre un balletto di ipotesi è emersa per appianare il difetto formale: «Prima si era pensato di organizzare una conferenza dei servizi e riunire attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati a validare i lavori – ha spiegato il direttore generale Carlo Pampari – poi si è pensato di attendere i tempi del silenzio assenso. Infine abbiamo optato per la via più legittima della delibera, seguendo il dettato normativo».
Nel frattempo sono cambiate le normative dei vigili del fuoco in merito agli ascensori, che andranno cambiati, e si sono registrati molti atti di vandalismo e furti ( dal computer che regolamentava l’aria condizionata, ai citofoni fuori dalla camere, ai sanitari).
Ora, comunque, l’iter burocratico dovrebbe procedere: «Entro settembre saranno conclusi i lavori. Quindi dovremo attendere tutte le autorizzazioni. Se l’iter burocratico avverrà in tempi ragionevoli, magari riusciremo ad avere un bel regalo di Natale».
Il reparto nuovo potrà aprire i 32 posti letto che, comunque, verranno utilizzati al 50% in quanto le camere sono a due letti e spesso le patologie non permettono una convivenza.
Una volta completato il trasferimento, partiranno i lavori di ristrutturazione dell’attuale padiglione di infettivologia, per il secondo lotto di lavori. Con l’annuncio dell’imminente inaugurazione, il dottor Pampari ha tracciato anche un bilancio delle operazioni di trasloco del nuovo monoblocco: « Dal punto di vista medico è andato tutto benissimo. Gli operatori si sono preparati alla perfezione. Abbiamo peccato nel settore tecnico strutturale: i problemi che ci sono stati, però, hanno avuto un’eco spropositata. Sul caso di ferri chirurgici, per esempio, non c’è mai stato un rischio per gli operatori o i pazienti. Semplicemente le diverse modalità di sterilizzazione, con locali disposti su un altro piano, hanno creato dei disagi. Sul fronte delle infiltrazioni, invece, abbiamo avuto problemi anche gravi: ma meglio che si siano stati scoperti subito…».
Sul fronte operativo, infine, il dottor Pampari ha annunciato l’imminente arrivo di 26 infermieri professionali: «Abbiamo appena espletato il bando che ci permette di formalizzare il rapporto con 103 infermieri, di cui 77 già in servizio da noi. Il nuovo personale sarà dislocato in urologia, pronto soccorso e nelle terapie intensive, per coprire il turn over. Altro personale verrà mandato nei reparti internistici e nella terapia cardiochirurgica. Inoltre alcune figure prenderanno servizio alla medicina riabilitativa di Luino». Intanto mercoledì 27 luglio verrà pubblicato un secondo bando e un terzo a novembre che sarà destinato, in particolare, agli infermieri neo laureati dell’Insubria.
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