Italia nostra: “Preoccupati per quegli alberghi”

La posizione della sezione varesina dell'associazione ambientalista sulle nuove strutture che potrebbero sorgere in vista dei Mondiali

Riceviamo e pubblichiamo la posizione della sezione varesina di Italia Nostra riguardo al dibattito sugli alberghi che potrebbero sorgere in vista dei mondiali di ciclismo.

Ancora una volta siamo grandemente allarmati, ormai non più stupiti, per come ogni intervento legislativo creato per accelerare le pratiche amministrative, in questo caso la dichiarazione di grande evento per i campionati mondiali di ciclismo su strada, venga sfruttato per capovolgere le previsioni urbanistiche del Piano Regolatore e condizionare pesantemente il prossimo Piano di Governo del Territorio.
Oltre tutto l’uso disinvolto di tali procedure, nate per scopi legittimi e condivisibili, mette al sicuro i progetti non tanto da pastoie burocratiche quanto da ogni controllo democratico e da ogni forma di partecipazione pubblica.

Si aggiunga che non è assolutamente realistico pensare che in poco più di un anno possano essere eseguite opere di tale entità, probabilmente ancora in fase di studio preliminare; e non si riesce a immaginare cosa possa succedere nel caso di ritardo, quando ormai i lavori saranno iniziati e quindi irreversibili. Con queste premesse non sembra affatto realizzabile e risolutiva la promessa di fare ispezioni nei cantieri ed espellere dal piano delle opere dei mondiali coloro che non rispetteranno i cronoprogrammi.
Cosa si farà quindi delle strutture che non potranno essere ultimate? Il rischio è che, come già successo altrove in circostanze analoghe, si attuino varianti di destinazioni d’uso trasformandole in abitazioni o residence esclusivi.
Le proposte, che costituiscono automaticamente variante di Piano Regolatore, vanno a snaturare totalmente quel minimo di ordine che gli urbanisti avevano previsto, e servono esclusivamente come cavalli di Troia per sfruttare a scopo privatistico le aree verdi, o agricole, o panoramiche, che giustamente il Piano aveva stralciato da destinazioni edilizie e che costituiscono il vero patrimonio di Varese.

Vogliamo sottolineare che, dei sei interventi proposti, almeno due, quello del Kursaal in area panoramica vincolata all’albergo del Sommaruga (peraltro ben poco frequentato), e quello di via Albani, che sbarrerebbe la continuità verde tra Biumo, l’Ippodromo e i prati che salgono al monte Martica, sorgerebbero in situazioni ambientali di grande pregio, che sarebbero da “valorizzare” e non da “monetizzare”. Nel caso dell’albergo proposto dalla società Polita a Capolago inoltre il progetto non fa neppure parte delle  sei opere previste dall’ordinanza del Consiglio dei Ministri, e non puo’comunque essere considerato né strettamente connesso all’evento, né funzionale alla gestione dell’evento stesso, né tantomeno opera collaterale volta al miglioramento del territorio. Al contrario la zona è di alto interesse paesistico ed ambientale e insiste sulle sponde del lago di Varese che sono tutelate dalla Comunità Europea e rientrano nel vincolo ambientale della Regione Lombardia.

Ci risulta peraltro che le nostre preoccupazioni siano condivise, oltre che dalle altre associazioni ambientaliste attive sul territorio varesino, anche dalle forze politiche di minoranza presenti in Consiglio Comunale, con qualche notevole dubbio espresso anche da alcuni rappresentanti della maggioranza.

Per tutti questi motivi abbiamo trasmesso un appello al commissario Bertolaso perché non dia il suo assenso alla realizzazione di questo gruppo di opere. Di tale appello è stata inviata copia anche al Sindaco di Varese e al Presidente della Provincia.

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Pubblicato il 26 Luglio 2007
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