Manca l’acqua «situazione da terzo mondo»
La denuncia da parte di un lettore. Il sindaco: «Alcuni comuni serviti dal nostro acquedotto prelevano più acqua»
Pubblichiamo la notizia inviata dal lettore Paolo Baruzzi, di Bodio Lomnago, sulla questione della penuria idrica nel suo comune.
«Vorrei mettere al corrente la redazione di Varese news della condizione di disagio in cui versa un buon parte della popolazione del comune di Bodio.
Già da circa 3 anni ogni estate qui si ripropone il problema della scarsità di acqua.
Altrove è stato risolto ma qui no, anzi peggiora di anno in anno.
Nei primi 15 giorni del mese di Luglio, visto le frequenti piogge, il problema si era in effetti avvertito meno; anche se dopo qualche giorno da ogni rovscio l’acqua rincominciava a essere tolta la sera.
Da qualche giorno complice il caldo la situazione è a mio giudizio poco sostenibile.
2 giorni fa, senza alcun preavviso, l’hanno tolta alle 2 del pomeriggio per rimetterla alle 6 e ritorgliela alle 9.
Iere il copione è stato il medesimo.
Stamattina, sono le 10, e già manca l’acqua.
E’ una situazione da paese del Terzo Mondo, e la mia irritazione di studente che si alza per studiare e non si può neanche lavare è condivisa dalla mia famiglia e da tutta la via.
Tale irrtaazione è accresciuta poichè questo è il terzo anno di fileae un’amministrazione seria non avrebbe dovuto permettere che tale problema si riproponesse puntualmente, sempre più gravemente.
L’acqua è un bene indispensabile e invece di perdersi in lavori stradali inutili e manifestazioni culturali secondarie il comune di Bodio avrebbe dovuto applicarsi per garantire i servizi di base per i suoi cittadini.
Confido che darete risalto alla notizia, magari con Vs articoli.
Aggiungo che mi intristisce molto dover ricorrere alla Vs giornale per essere ascoltato ma il comune di Bodio pare sordo alla richieste della sua Popolazione».
Paolo Baruzzi
A fare da contraltare alla denuncia del lettore, neppure a farlo apposta, giunge la nota diramata dal primo cittadino Liborio Rinaldi:
«Qualcuno di molto autorevole disse “Beati gli ultimi…” Ma da allora di acqua (anche se il paragone può sembrare ironico) ne è passata tanta sotto i ponti.
Purtroppo Bodio Lomnago (con Galliate Lombardo) è l’ultimo dell’asta dell’acquedotto provinciale – gestito da SOGEIVA – che da Barza alimenta una lunga serie di comuni.
Da domenica il mio comune sta vivendo una grave emergenza idrica, in quanto – pur fornendo in partenza SOGEIVA la stessa quantità d’acqua (così per lo meno mi viene detto), a noi ne arriva da 1,5 a 3,5 l/s, contro i 7/8 che sono il nostro livello minimo di sopravvivenza.
Sembrerebbe infatti (non vi è altra spiegazione logica) che molti comuni che ci precedono fanno ripetute manovre ‘spontanee’ sulle saracinesche, in barba alla solidarietà tra fratelli. SOGEIVA – dopo le nostre continue vibrate proteste – ripristina la situazione corretta, ma appena i tecnici hanno girato l’angolo, tutto ritorna come prima e cioè in regime di piena anarchia.
Il fatto che nel mio comune di 2.000 abitanti vi sia una RSA con 140 ospiti sembra non avere nessuna importanza e non suscita particolari emozioni, visti i tempi biblici di reazione da parte di tutti coloro che in questa estenuante settimana abbiamo contattato.
Sono stato costretto a chiudere l’acquedotto anche per alcune ore di giorno, con le comprensibili e condivisibili proteste da parte dei cittadini, oltre che di notte, ma anche nelle ore notturne l’erogazione è minima e non si riesce a caricare il bacino: che i comuni che mi precedono non abbiano nemmeno l’ordinanza sull’innaffiamento e il riempimento delle piscine? Forse che non facciano la ricerca perdite?
Ho interessato del problema fin da martedì il signor Prefetto, perché possa intervenire con tutta l’autorevolezza di cui dispone: l’ultima volta ancora stamattina.
Gradirei anche un intervento diretto del Presidente della Provincia (il direttore di SOGEIVA è in ferie), dal momento che parliamo di acquedotto provinciale.
In questa situazione, c’era una nota positiva: la disponibilità del comune di Mornago a mettere in rete un suo pozzo in tempi rapidi, ma il collegamento, promesso operativo per settimana scorsa, sta affondando (ahimè) in pastoie burocratiche, rimpallo di responsabilità e lungaggini che mi sfuggono. Forse anche qui un intervento del signor Prefetto potrebbe accelerare certe procedure. Avere il collegamento a settembre, quando io ho il problema oggi, sembra decisamente offensivo.
Giunti a questo punto non resta che la danza della pioggia, ma mi sembra che questi riti venissero praticati nel cuore dell’Africa nera, e non nel varesotto, land of tourism, terra dei sette laghi. Ma forse nel cuore dell’Africa nera, a uno che si permette di rompere un lucchetto, viene tagliata la mano, così dopo la seconda volta non può più fare nulla.»
Liborio Rinaldi – Sindaco di Bodio Lomnago
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