Un paese da slegare

Confronto tra il sindaco Fontana e il consigliere regionale Tosi sui costi della politica

Senza timori e abbandonando il classico "politichese" il sindaco di Varese Attilio Fontana  e il segretario provinciale dei Ds e consigliere regionale Stefano Tosi hanno affrontato una serata sui costi della politica. Un incontro serrato di un paio d’ore nello spazio della popolare festa dell’Unità varesina. A presentare il tema e moderare il dibattito il direttore di Varesenews, Marco Giovannelli. A lui il compito di formulare domande dopo aver avviato alcune riflessioni.
"Occorre guardare in faccia la disaffezione dei cittadini verso la politica, ma non lascirasi trascinare in atteggiamenti disfattisti e populisti. La questione è seria, ma alimentare il partito del no, che spesso è trasversale tra gli schieramenti, non aiuta a riflettere e soprattutto può far male alla democrazia".
Il sindaco Fontana ha ripreso questa premessa con una posizione netta. "Vedo con preoccupazione l’attacco alla politica perché può nascondere elementi che nulla hanno a che fare con la democrazia. Uno dei costi più gravi è l’inefficenza della burocrazia e anche chi lavora nel settore pubblico rischia di essere una casta. La vera questione riguarda poi le capacità di chi amministra. Questi dovrebbero essere i requisiti e non l’appartenenza a una o altra forza politica. È chiaro che io preferisca chi è vicino a me, ma se non ce ne sono di competenti devo sceglierne altri».
Per Stefano Tosi il tema della serata è importante. "Dobbiamo discuterne, serenamente perché questo non porta disaffezione dalla politica. Quello che preoccupa è il distacco che i cittadini sentono e proprio per questo dobbiamo slegare questo paese. Il nostro paese è molto cambiato e con questo i partiti. Quelli storici con le loro forti identità non esistono più".
I due relatori non si sono poi sottratti alle domande più specifiche sui privilegi e le alte retibuzioni che percepiscono i politici.
"Io ho un’indennità di 3.500 euro lorde, – ha affermato Fontana, – che diventano la metà al netto. Molto meno di quanto guadagnerei a fare l’avvocato. Del resto non si può pensare di pagare meno perché altrimenti ci sarebbe una fuga dalle amministrazioni e resterebbero solo quelli che si accontentano. La questione è sempre l’efficenza e i risultati".
"Il mio compenso, tolti i contributi anche la partito, ha detto Tosi, – è di 6.500 euro netti. Ma la vera questione riguarda una serie di privilegi tipo il vitalizio che ogni consigliere ha".
Su diversi punti i due relatori si sono trovati in sintonia soprattutto sulla necessità di regolare meglio i meccanismi amministrativi. Troppe riforme a metà e troppa confusione di ruoli e competenze.
Tra il pubblico numerosi amministratori, tra cui i sindaci di Carnago Taricco e quello di Crosio Belli che sono intervenuti difendnedo le capacità e gli sforzi delle amministrazioni per far quadrare i conti delle proprie realtà. "Non è qui che vanno fatti risparmi sui costi della politica".

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Pubblicato il 28 Luglio 2007
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