Arrestato il secondo omicida di Pierangelo Cerana
Lo ha fermato la polizia austriaca sul confine con l'Ungheria. Determinanti le analisi del dna
Lo hanno arrestato sul confine tra Austria e Ungheria. Sul suo capo pendeva un mandato di cattura internazionale per omicidio volontario. Dominko Radic (foto), 49 anni, nato in Bosnia e residente a Zagabria, insieme al connazionale Branko Musa, nella notte tra il 6 e 7 maggio scorso sull’isola di Krk in Croazia, ha ucciso Pierangelo Cerana, ex capo del personale della Whirlpool, in vacanza nell’isola della ex Jugoslavia.
I due uomini erano stati sorpresi dal Cerana mentre tentavano di rubare all’interno del suo camper (nella foto sotto). L’ex dirigente della Whirlpool aveva reagito e loro lo avevano colpito più volte alla testa con un corpo contudente e poi erano fuggiti. Cerana, in fin di vita, veniva soccorso da un turista di un camper vicino ma, nonostante il ricovero all’ospedale di Rijeka (Fiume), moriva dopo una settimana di agonia.
Tutte le supposizioni sul perché i due avessero scelto proprio il camper di Pierangelo Cerana come obiettivo sono state spazzate via dalla banalità di un tragico destino: era stato scelto perché era il primo che si vedeva imboccando la strada che portava al campeggio.
Subito dopo l’omicidio, i due assassini avevano commesso una serie di errori grossolani. Avevano rubato una carta di credito americana intestata alla vittima e avevano fatto spese; si erano disfatti di alcuni vestiti macchiati di sangue su una strada a due chilometri da dove era avvenuto il fatto. La polizia croata, dopo aver eseguito le analisi del dna sugli indumenti, aveva ricostruito tre profili che venivano confrontati con quelli contenuti nella banca dati. Il primo apparteneva alla vittima dell’aggressione, il secondo a Branko Musa, 52 anni, nato in Bosnia, anch’egli residente a Zagabria, con precedenti penali per furto. L’uomo dal giorno dell’aggressione non era più tornato a casa e aveva fatto perdere le sue tracce, fino al 10 luglio quando veniva arrestato dalla polizia del posto, in collaborazione con l’Interpol, mentre era a bordo di un traghetto in Croazia.
Indagando sul Musa, la polizia aveva scoperto che tra le sue frequentazioni c’era appunto anche Dominko Radic, incensurato il cui dna coincideva con il terzo e ultimo profilo mancante.
Alle indagini ha partecipato anche la Squadra mobile di Varese, sempre in contatto con l’Interpol e la polizia croata, coordinata dal pubblico ministero presso la procura di Busto Arsizio Luca Gaglio.
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