Ds all’attacco: “Ospedale, manca un disegno complessivo”

Marantelli, Tosi e Mirabelli denunciano una serie di problemi che rallentano il decollo della nuova struttura ospedaliera e auspicano un confronto a tutto tondo

I Ds varesini, in pieno clima estivo, non vanno in vacanza e il giorno dopo Ferragosto tornano sulla questione del nuovo ospedale. L’onorevole Daniele Marantelli, il consigliere regionale Stefano Tosi e il segretario cittadino Fabrizio Mirabelli hanno visionato la nuova struttura, facendo sopralluoghi alla parte logistica e tecnologica in tutto l’edificio: «L’impressione riportata è positiva – spiegano i vertici Ds -, obiettivamente la struttura è moderna e più confortevole per pazienti e operatori, risultato anche, lo vogliamo ribadire con forza, del finanziamento del governo D’Alema del marzo 1999».  

Secondo i leader diessini della provincia di Varese, i problemi verificatisi nelle scorse settimane, legionella in primis, sono dovute a decisioni prese con troppa fretta. «I problemi aperti – proseguono Marantelli, Tosi e Mirabelli -, rimangono però molti, a cominciare dalla mancanza di un disegno completo per l’utilizzo futuro delle aree liberate del vecchio ospedale in favore di didattica, ricerca, attività ambulatoriale e rafforzamento del rapporto con il territorio. Vorremmo che nei prossimi mesi siano effettuati interventi efficienti per non sprecare una parte dei 7 milioni di euro messi a disposizione dal Governo. Manca inoltre un disegno dei rapporti con la medicina territoriale: il pronto soccorso, come in tutta Italia, svolge una funzione prettamente ambulatoriale, frutto di una visione troppo ospedalocentrica della sanità, che in altri Paesi è superata. Si pensi che in Italia la percentuale di ricoveri ogni 100 presenze al pronto soccorso è di appena 15, contro le 95 in Germania».  

Le altre mancanze sulle quali intervenire sono secondo i Ds la carenza di personale, per il quale viene chiesto un investimento consistente per valorizzare professionalità e attrezzature tecnologiche che funzionano solo con l’ausilio di medici e infermieri all’altezza. Altra nota dolente, il reparto infettivi: «A distanza di due anni dal completamento dei lavori, pur comprendendo le lungaggini dovute all’inchiesta della Magistratura, è davvero singolare che si sia ancora costretti a stare nell’attuale fatiscente struttura – attaccano ancora i leader Ds -. Inoltre l’eliporto non è ancora attivo e il rapporto tra medico e paziente è condizionato dal fatto che gli ambulatori sono ancora nel vecchio ospedale. Ci auguriamo che questi problemi vengano affrontati e risolti al più presto, facendo di un polo sanitario di eccellenza quello che merita, senza scandalismi e propaganda, on un disegno condiviso che parta dalla valorizzazione del capitale umano che negli ultimi ani ha subito una preoccupante emorragia. È fondamentale attivare tutte le sedi di confronto esistenti, dalla Regione fino allo Stato, senza dimenticare Provincia e Comune, per identificare insieme quali siano le scelte più utili ai pazienti e al territorio».

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Pubblicato il 16 Agosto 2007
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