Varesini prudenti, il terremoto dei mutui ci “risparmia”

La struttura dei prestiti italiani è ben diversa da quella americana. La crisi statunitense non intaccherà i finanziamenti già erogati

La Bce, la Banca Centrale Europea, ha lanciato l’allarme rosso sulle possibili ripercussioni che la crisi dei mutui americani potrebbe avere sui mercati del credito del nostro continente. Nel frattempo le borse europee e mondiali hanno già incassato un primo e duro colpo "bruciando" in un giorno circa 160 miliardi di capitalizzazione. Ma cosa c’è al centro del terremoto che sta monopolizzando le prime pagine dei quotidiani e che ha fatto tremare i mercati finanziari di tutto il mondo? Gli addetti ai lavori parlano di un ricorso al debito smisurato da parte dei cittadini americani oltre alla diffusione sul mercato statunitense dei mutui "subprime", quei finanziamenti concessi a ogni categoria di cittadino e privi spesso di alcuna garanzia. Tutto ciò sembra aver creato un’enorme bolla finanziaria che starebbe dando seri problemi alle tasche degli americani ma che, secondo alcuni esperti, sarebbe ancora molto lontana dal sistema italiano.
«Gli americani hanno spinto alle stelle la loro corsa all’indebitamento – spiega il direttore della Banca Popolare di Bergamo di Varese -. Ci sono cittadini che ricorrono ai debiti per ogni cosa, che hanno il portafoglio pieno di carte i credito e che hanno uno stile di vita completamente diverso da quello di un italiano medio. Noi restiamo risparmiatori per definizione e anche gli istituti di credito preferiscono la prudenza».
La struttura dei prestiti proposti dagli istituti di credito nazionali è infatti completamente diversa da quella americana. Tassi di interesse e condizioni non verranno perciò intaccati dal terremoto americano: «In Italia – ha aggiunto – il ricorso all’indebitamento è molto più contenuto e legato soprattutto all’edilizia e al finanziamento per l’acquisto dell’abitazione».
Varese, però, è un caso particolare: in Lombardia infatti, nel primo trimestre del 2007, il ricorso al debito a lungo termine per l’acquisto della prima casa ha subito un calo di quasi sei punti percentuali. Lo rileva l’ "Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie" di Banca per la Casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia.
La sitauzione varesina è rimasta però stabile: il valore dei mutui erogati a Varese è aumentato dello 0,6% (258 milioni), contro il calo del 24,6% (164 milioni) di Como, del 5,7% di Milano e del 7,7% (322 milioni) di Bergamo. «Ciò si spiega nel fatto che la nostra città ha subito uno sviluppo più ritardato delle altre – ha concluso il direttore della filiale varesina -. Il settore edilizio si è sbloccato solo negli ultimi anni, la domanda di abitazioni è molto forte mentre sono ancora pochi gli spazi per costruire».

«Cercare casa a Milano è ormai diventato impossibile e la domanda si è spostata nelle aree vicine – ha confermato Assunta Benincasa direttrice della filiale di Cariparma di via Marcobi -. Questo spiega il rialzo, seppur lieve, del ricorso al mutuo per l’acquisto della prima casa nella nostra provincia».

In riferimento all’Italia Nord Occidentale, che comprende anche le regioni Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, la Lombardia si colloca ad oggi al primo posto per valore dell’erogato, con 3.352 milioni di euro.
A livello nazionale, nel primo trimestre 2007, la flessione delle erogazioni di mutui per l’acquisto della casa rispetto allo stesso periodo del 2006 è dell’1,60% e l’importo complessivo erogato dal sistema è pari a 14.204 milioni di euro.

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Pubblicato il 10 Agosto 2007
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