Francesco e il Sultano. La parola e il libro sostituiscono le armi
L’anfiteatro balconata sopra Mosè al Sacro Monte ospita lo spettacolo per il ciclo “teatro tra cielo e terra” il 15 e 16 settembre
Sarà la balconata sopra Mosè il palco d’eccellenza che si animerà nelle due serate del 15 e 16 settembre 2007, sotto la luce di uno spettacolo teatrale di grande fascino.
Francesco e il Sultano, prima rappresentazione teatrale nel calendario delle manifestazioni per il Quattrocentesimo anno di fondazione della Via Sacra, è il risultato dell’avventuroso percorso creativo e storico degli autori di questa “piece” teatrale che ha visto impegnati, per conto della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, Antonio Zanoletti e Paolo Zanzi con Omar Nedjari.
Fuori dagli schemi coi quali si incorniciano personaggi a cui affidare l’immagine e la sostanza dei nostri valori, ecco in prima nazionale
una proposta teatrale incentrata sul fascino dell’incontro “proibito” di due personaggi storicamente carismatici: Francesco e il Sultano Malik – Al Kamil. La melanconia dei luoghi sacri, l’urgenza della parola di verità e lo sguardo sulla tragedia dell’uomo in guerra sono presenti nell’intrigante incontro, in una coinvolgente dialettica improntata alla scoperta dell’architettura del Cielo.
Francesco e il Sultano, spiega Paolo Zanzi, “un titolo e un tema che nascono dalla constatazione storica del “proto-sacromonte” che si rinviene nell’istituzione del presepe da parte di San Francesco quindi del ruolo che il Santo riveste come ispiratore non solo dei Sacri Monti ma anche del progetto di testimonianza della fede. Francesco sapeva leggere le mille sfaccettature della luce spirituale percependo i valori fondanti la pace tra gli uomini.
1219 e 2007 due date che si confrontano come si confrontano due situazioni sicuramente diverse ma con analogie culturali, politiche e religiose che fanno pensare. Qui al Sacro Monte Francesco e il Sultano vanno oltre, mettono in scena una serie di notazioni, di rimandi, nonché di precisazioni culturali che travalicano il tempo se non per attualizzarne la problematicità insita nella dialettica dei valori in campo. Sono proprio la grandiosa figura di Francesco (Antonio Zanoletti) e quella del Sultano (Elio Aldrighetti) che nel civile confronto sanno suscitare emozioni e rimandi che commuovono e insegnano.
La vivacità dello svolgimento, la compostezza del dialogo, l’immediatezza dei concetti nonché l’ambiguità del confine tra le verità assicurano un attenzione che travalica i simboli storici e si appropriano del nostro futuro.
La scenografia che ho curato è rigorosamente essenziale anche se molto intrigante e permette al cast di 8 attori (Zanoletti, Aldrighetti, Zanetti, Frangipane, Turone, Ballardini, Rossi Barattini, Mastrotisi) più le comparse di esaltare il fascino del luogo: la terrazza ad anfiteatro sopra il Mosè a Santa Maria del Monte. Coraggiosa scelta anche se stimolante: il tempo metereologico e lo sguardo sull’infinito sono una scommessa così come il confronto con la realtà storica della Via Sacra è certamente severo. Il testo, misurato e pregnante, di Omar Nedjari condiviso con Zanzi e Zanoletti, si snoda in un terreno storico, arido di fonti precise e sconvolto da confronti interpretativi appassionanti. Così sono appassionate le attenzioni che questo tema oggi suscita direttamente nelle sue implicazioni confessionali e politiche. Certamente è materiale d’attualità senza cadere nella forzatura, nella banalizzazione del contemporaneo, senza ergersi a lectio magistralis. Questo evento coraggioso e innovativo si ricollega idealmente all’operazione proposta, contemporaneamente in altra sede a Villa Baragiola, nella mostra di Paolo Zanzi il “racconto del silenzio” dove viene attualizzata una lettura di valori che sembravano relegati a una realtà lontana millenni.
Coerentemente quindi la Fondazione Paolo VI con il Comune di Varese continua su questo filo rosso di riappropriazione della nostra storia e della nostra arte come ragione di vitale riqualificazione territoriale. Una strategia che nel segno della cultura, dell’arte, dello spettacolo e della religione conduce alla riscoperta di percorsi colmi di preziosità e che nelle manifestazioni del triennio del Quattrocentesimo in corso si dimostra vincente.”
Lo spettacolo, ad ingresso libero, avrà inizio alle ore 21.00 e in caso di pioggia verrà rimandato al 22 e 23 settembre 2007.La community di VareseNews
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