“Le case esistenti sufficienti per i prossimi quarant’anni”
Niente ostruzionismo in consiglio comunale: Prc, PdCI e Verdi presentano solo tre osservazioni sui nuovi piani integrati d’intervento, ma propongono alla giunta Mucci un radicale cambio di rotta sulla politica urbanistica
La sinistra gallaratese presenta le proprie osservazioni sui nuovi piani edilizi in discussione, criticando a tutto campo la politica urbanistica della giunta Mucci, dall’aspetto quantitativo degli interventi alla mancanza d’attenzione per il verde urbano, dalla terziarizzazione del centro storico al favore accordato alla grande distribuzione, dalla monetizzazione degli oneri alla mancanza d’edilizia popolare e sociale. Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani offrono una riflessione di ampio respiro sull’urbanistica, mentre in relazione ai piani d’intervento concentrano l’attenzione sui progetti di Largo De Gasperi (Madonna in Campagna) e via Covetta (Ronchi).
«La riqualificazione, per com’è intesa a Gallarate, è urbanisticamente insostenibile, intacca sempre più un territorio tra i più compromessi e in cui il processo di conurbazione, di fusione con gli altri comuni è continuo – spiega Marco Zocchi, della segreteria cittadina del Prc -. Occorre superare la logica dell’interesse privato come unico criterio guida e si deve ricorrere ad una “Valutazione Ambientale Strategica”». La mancanza di una visione d’insieme e di un progetto strategico sulla città porta dunque la sinistra a chiedere all’amministrazione di rinviare nuovi interventi urbanistici previsti dai piani a dopo l’approvazione del Piano di Governo del Territorio.
Quanto ai piani integrati, per Largo De Gasperi la sinistra chiede di utilizzare gli oneri di urbanizzazione a favore del quartiere: «Gli introiti della amministrazione sono pari a 490.000 euro, interamente monetizzati. Noi vorremmo invece che fossero impiegati a Madonna in Campagna –continua Zocchi -, in particolare per un parco pubblico attrezzato lontano dalle grandi vie di comunicazione (viale Milano e circonvallazione, ndr)». Per Via Covetta invece si chiede di ripensare l’uso degli introiti, oggi in parte monetizzati, in parte destinati al centro polifunzionale di Sciarè: «Chiediamo di destinare le risorse all’edilizia socio-emergenziale per le fasce deboli e di ripensare il centro polifunzionale di Sciarè, che di fatto non ha funzioni sociali – attacca Zocchi -, ma offre nuovi spazi ai privati: come contropartita per la cementificazione si offrono opere pubbliche che pubbliche in realtà non sono».
La critica al centro polifunzionale di Sciarè (condivisa peraltro in termini analoghi anche dalla Lega Nord) mostra – secondo i rappresentanti della sinistra – lo snaturamento del concetto di Piano Integrato d’Intervento, che per legge sarebbe pensato come una deroga al PRG per rispondere ad esigenze sociali, ma che a Gallarate si configura sempre più come uno strumento ordinario (nove i piani nell’arco del 2007) guidato «da logiche di interesse privato». La sinistra oppone all’attuale politica una proposta strategica che metta al centro un piano di case popolari, una maggiore attenzione a residenti temporanei e migranti stretti nella morsa degli affitti sommersi o di quelli regolari sempre in crescita, una decisa politica di salvaguardia del verde e di contenimento del consumo del territorio.
«Guardando ai dati della crescita della popolazione negli ultimi anni e guardando al milione e cinquecentomila metri cubi costruiti o previsti dai nuovi piani, possiamo dire che ci sono tante case da accogliere nuovi residenti per i prossimi trentacinque-quaranta anni» dice, un po’ provocatoriamente ma con i dati alla mano, Giuseppe Maffioli del PdCI, che ritiene manchi, tra l’altro,«una democratica discussione sull’uso degli oneri di urbanizzazione, che oggi sono prevalentemente monetizzati».
I tre partiti della sinistra gallaratese annunciano, per ottobre, una campagna informativa nei rioni per mostrare alla cittadinanza i piani previsti e per illustrare le proposte per la difesa del territorio e per la vivibilità della città.
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