Pronti e via: in sei ai blocchi di partenza per le primarie
Partito democratico: tre "big" nazionali, Rosy Bindi, Enrico Letta e Walter Veltroni. Tre "volti nuovi", Mario Adinolfi, Jacopo Gavazzoli Schettini e Piergiorgio Grawonsky
Corsa a sei per la segreteria del Partito democratico. A un mese esatto dalle primarie i candidati mettono a punto le loro strategie di comunicazione per "catturare" i voti dei simpatizzanti del nascituro partito.
Tre "big" nazionali, Rosy Bindi, Enrico Letta e Walter Veltroni. Tre "volti nuovi", Mario Adinolfi, Jacopo Gavazzoli Schettini e Piergiorgio Gawronsky.
Nel sito dell’Ulivo si trovano le loro schede e tutte le informazioni utili. Internet, ancor prima dell’exploit dimostrato da Grillo, rappresenta uno strumento di comunicazione privilegiato per interagire con simpatizzanti e cittadini.
Mario Adinolfi
Lo slogan: "In nome di quel che sarà"
"Ventotto milioni di italiani hanno meno di quarant’anni. Su oltre trecento eletti in Parlamento, l’Ulivo non ha in rappresentanza di questi 28 milioni di cittadini neanche un eletto. A questo "genocidio politico" generazionale, non si può rispondere con un tentativo di cooptazione, come quello di fantomatiche liste under
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Rosy Bindi
Lo slogan: "Per un’Italia più libera, più ricca, più giusta"
"La società italiana è ferita, sono aumentate le disuguaglianze e si è allargata la distanza fra i cittadini e le istituzioni. Qualcuno pensa che la risposta sia l’antipolitica e l’alimenta attraverso un populismo mediatico e un nuovo corporativismo sociale e geografico. È invece solo la politica, rimotivata e adeguata alle nuove situazioni, che può davvero aiutare a risolvere i problemi e restituire la voglia di futuro al Paese".
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Jacopo Gavazzoli Schettini
Lo slogan: "Alle primarie del Partito democratico"
"L’efficacia e l’efficienza di una democrazia si fondano su un apparato che favorisca la governabilità di un paese adeguandosi ai mutamenti storici e tecnologici. Non necessariamente questo implica la modifica delle tradizioni e delle regole democratiche, che spesso sono solide espressioni di civiltà. Lo stesso sistema politico si fonda su una classe dirigente la cui esistenza è garanzia di continuità democratica".
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Piergiorgio Gawronsky
Lo slogan: "Ti chiedo di fermarti un attimo"
"Sono un po’ deluso da molti protagonisti del nascente Partito Democratico. Non è che non ci siano brave persone fra loro. È che i nostri attuali leaders non sembrano avere un progetto istituzionale per fermare la corruzione politica, che corrode la nostra democrazia, il bilancio dello Stato, e l’etica pubblica".
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Enrico Letta
Lo slogan: "Vorrei che il partito democratico riconquistasse la parola libertà"
"Vorrei che il partito democratico riconquistasse la parola libertà. Libertà è una parola fondamentale della vita dell’uomo. Ed è la parola fondamentale dei democratici. E’ la parola che è stata scippata, la parola che è stata cambiata. Ed io penso che anche candidarsi sia un’espressione di libertà".
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Walter Veltroni
Lo slogan: "Un’Italia unita, moderna e giusta"
"Fare un’Italia nuova. E’ questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico. Riunire l’Italia, farla sentire di nuovo una grande nazione, cosciente e orgogliosa di sé. Unire gli italiani, unire ciò che oggi viene contrapposto: Nord e Sud, giovani e anziani, operai e lavoratori autonomi. Ridare speranza ai nuovi italiani, ai ragazzi di questo Paese convinti, per la prima volta dal dopoguerra, che il futuro faccia paura, che il loro destino sia l’insicurezza sociale e personale".
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