Morte in Birmania, 200 luci in piazza per dire basta
Grande partecipazione alla manifestazione di fronte al comune. Gli amministratori: “Neppure d’estate tanta gente per strada”
Mentre le agenzie di tutto il mondo battono la notizia del trasferimento nelle prigioni del nord di migliaia di monaci buddisti arrestati a Rangoon, capitale della Birmania, un parroco a Cuveglio parla a duecento persone, illuminate da altrettante candele, per manifestare la solidarietà col popolo del “lontano” paese dell’Asia.
Un’inaspettata manifestazione si è tenuta questa sera, primo di ottobre, a Cuveglio dove almeno 200 persone si sono date appuntamento attorno alle 20.30 e per un’ora hanno dedicato alcuni momenti di meditazione alla carneficina che il regime militare del ribattezzato Myanmar sta compiendo nel paese del Sud Est asiatico.
Le parole di don Gianluigi Bollini, parroco di Cuveglio hanno convinto non solo i sindaci del comprensorio e gli amministratori locali con fascia e gonfalone presenti alla fiaccolata, ma anche le decine e decine di cittadini che hanno sentito il bisogno di scendere in piazza. «Proprio per il fatto che siamo tutti uguali di fronte a Dio – ha detto il parroco – quello che sta accadendo laggiù ci riguarda. Riguarda persone come noi. Persone che non conosciamo e che non abbiamo mai visto, ma che sono uguali a noi, a chi ci sta di fianco questa sera».
Parole sagge che sono piaciute agli organizzatori, Auser Insieme Valcuvia e la Caritas: un gruppo di cittadini che ha messo in piedi un tam tam partito sabato scorso e che ha dato i suoi frutti grazie anche a internet. «Guardi – afferma il “padrone di casa”, il vice sindaco di Cuveglio Giorgio Piccolo – neppure in piena estate quando organizziamo serate culturali, con proiezioni e dibattiti riscuotiamo un successo del genere. Vuol dire che ai cittadini il tema della pace e della solidarietà sta a cuore, e questa sera l’hanno dimostrato».
Alla fiaccolata erano presenti anche il presidente della Comunità montana della Valcuvia Marco Magrini (anche sindaco di Cassano Valcuvia), oltre ai gonfaloni di Orino, Azzio, Casalzuigno, Duno, coi rispettivi amministratori locali.
Una serata che ha lasciato il segno nella società civile della Valcuvia, insomma. Cosa forse di poco conto a fronte dei morti e alle ben più forti iniziative mediatiche che si stanno tenendo nel mondo, ma pur sempre una voce contro la guerra e la violenza.
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