Myanmar, l’ambasciatore Onu chiede la fine degli arresti
Decisa la posizione di Ibrahim Gambari, che ha chiesto la liberazione dei prigionieri politici, rivelandosi profondamente preoccupato
Ibrahim Gambari, l’inviato dell’Onu in missione in Myanmar, ha lanciato un appello ai militari che governano il paese, chiedendo di rilasciare tutti i prigionieri politici.
Inoltre è stato richiesto di terminare la pratica continua degli arresti sfruttata per sedare le proteste antidittatoriali. Questa la posizioni ufficiale espressa nel colloquio con i giornalisti dopo l’incontro con il ministro degli esteri thailandese Nitya Pubulsonggram.
Gambari si trova attualmente in Thailandia; il viaggio poi proseguirà in altri Stati dell’area interessata dalla crisi. Il diplomatico spera di poter tornare in Myanmar prima della fine del mese e la sua intenzione è supportata dagli Stati Uniti.
Secondo Amnesty International, sei figure chiave del dissenso sono state arrestate durante lo scorso fine settimana. Gli attivisti arrestati sono Htay Kywe, Aung Htoo e Thin Thin Aye, noto anche come Mie Mie: sono tutti esponenti, ha spiegato Amnesty, del gruppo ‘Studenti della generazione 88′, del quale fanno parte i leader studenteschi della rivolta per la democrazia del 1988. E’ stato arrestato anche un quarto attivista, Ko Ko. Amnesty International ha detto di non avere dettagli sugliarresti e di temere per la sicurezza personale degli arrestati.
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