Quando lo Sputnik passò sopra la Lombardia
Cinquant’anni fa l’osservatorio nazionale chiese la collaborazione della “Società astronomica varesina” per verificare il passaggio del satellite
Il 3 ottobre 1957 il prof. Francesco Zagar, direttore dell’Osservatorio Nazionale di Brera-Merate, chiamava Salvatore Furia e il suo gruppo aderente alla “Società Astronomica Varesina” a verificare il primo passaggio di Sputnik 1 sul cielo di Lombardia. Le coordinate astronomiche e gli orari dei passaggi di Sputnik 1 furono forniti mediante cablogramma internazionale dall’Accademia di Scienze Sovietiche. Salvatore Furia, unitamente a Mario Tagliabue, Tino Trevisan, Orlando Morelli e Tonino Piccinelli furono puntuali al punto di osservazione allestito nell’area prativa di Ronchetto Fè, proprio di fronte alla punta del Campo dei Fiori dove nel 1963 sarebbe stata costruita l’attuale Cittadella Astronomica.
Il 4 ottobre 1957 alle ore 20.53, a nord ovest, dietro il Monte Rosa sorgeva rapidissimo Sputnik 1. Gli studiosi varesini cronometravano il passaggio misurando gli azimuth e le altezze. Nel silenzio della sera calante quell’oggetto riflettente la luce solare rappresentava la grande svolta sognata da scienziati, filosofi, poeti e romanzieri. L’uomo entrava nello spazio attorno alla Terra. Entusiasmo, speranze ed ansie per il prossimo futuro. Fu così che nacque la “Moon Watch” a Varese con strumenti forniti dall’Osservatorio di Brera e con i quali furono osservati tutti i satelliti successivi.
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