Il Ponte del sorriso sarà un grande ospedale. Per i bambini
Emanuela Crivellaro, presidente del CTBO, replica alle obiezioni del dottor Binaghi sulla futura destinazione del Del Ponte
In merito all’intervista apparsa ieri al Professor Giovanni Binaghi, vorrei fare alcune considerazioni.
Nulla da dire sull’opinione del professor Binaghi. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Si può cercare di capire il punto di vista dell’autorevole cardiologo, in quanto si tratta del parere di un medico per adulti. Ed, infatti, in tutta l’intervista non traspare alcuna riflessione sul fatto che stiamo parlando di bambini ammalati e che, forse, il bambino non è un piccolo adulto, ma semplicemente un bambino. Un bambino che deve affrontare la malattia e la sofferenza, senza avere un vissuto tale che gli consenta di gestire il dolore e la paura, come, invece, possono essere in grado di fare gli adulti. Un bambino, quindi, che ha la necessità di un percorso sanitario dedicato.
Non entro nel merito della scelta Ponte o Circolo. Come già ho avuto modo di dire, ambedue le collocazioni presentano dei vantaggi e dei problemi. E quella del Del Ponte non è certo stata una decisione avventata, visto che ci sono alle spalle ben oltre vent’anni di discussioni.
Non mi pare proprio che “l”ambiente sanitario esprima ampie riserve”. Qualcuno sì, ma, in quale grande progetto non c’è chi deve a tutti i costi dire la sua?
E per quanto riguarda i conti economici, certo che costerà! Ma un ospedale non è una fabbrica di prodotti, è un servizio alla salute della persona. E, come tutti i servizi alla persona, non si può parlarne esclusivamente in termini di profitto. Ciò che conta, è che il polo materno infantile diventi un’eccellenza di cui andare fieri. Allora sì, il rapporto costo/beneficio sarà positivo.
“Il Ponte del Sorriso” è davvero un grande progetto che avrà un rilevante impatto economico, culturale e sociale. Che proietterà l’Ospedale Del Ponte nel circuito nazionale nell’assistenza materno infantile. Che darà alla Provincia di Varese l’immagine di un territorio con un elevato grado di civiltà, in quanto attenta ai bisogni dell’infanzia.
Varese ha la possibilità di volare in alto. Non tarpiamogli le ali.
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