Maiale contro montone. La guerra culturale di Fabio Rizzi
Il sindaco della cittadina contestato da Rc per il suo discorso di commemorazione del 4 Novembre: «I soliti toni razzisti». Replica: «Gli stranieri ci stanno colonizzando»
La carne di maiale è saporita. Non per i musulmani che gli preferiscono quella di montone. Questione di gusto e, in questo caso, di religione. La cotoletta di suino e il kebab sono diventati terreno di scontro politico durante la commemorazione del 4 novembre a Besozzo. Il sindaco Fabio Rizzi, nonché segretario provinciale della Lega Nord, nel suo discorso ufficiale, dopo aver condannato tutte le guerre, ha spostato il tiro sulla «guerra culturale» dovuta, secondo lui, alla presenza degli immigrati. Affermazioni che hanno scatenato le ire dei rappresentanti di Rifondazione comunista.
«Io ho concluso il mio discorso – spiega Rizzi – dicendo che oggi assistiamo a una guerra che ci rifiutiamo mentalmente di palesare, ma che è già in atto. Ci stanno colonizzando agevolati dal nostro immobilismo, ci stanno invadendo modificando le nostre abitudini e le nostre tradizioni, circolando liberamente ed impunemente mascherati ed irriconoscibili, pretendendo di eliminare la carne di maiale dai menu scolastici ed aziendali, togliendoci i crocefissi dalle scuole, tentando in ogni modo di raggirare le leggi ed arrogandosi il diritto di divenire padroni a casa nostra».
Questo è il punto che Rifondazione comunista non ha digerito. «Aveva iniziato bene il sindaco – scrivono in un comunicato dal titolo "Vergogna" i responsabili del circolo locale di Rc – ma ha voluto concludere con i soliti toni razzisti e fascisti contro gli immigrati che vogliono minare a detta del leghista la nostra cultura e toglierci la terra. Non è incitando all’odio razziale e spaventando la gente che si risolvono i problemi, ma con una seria politica di accoglienza a tutti i livelli, nazionale e locale. I delinquenti non hanno razza, sono delinquenti e basta e per loro va assicurata la garanzia della pena».
Rizzi replica a sua volta , mostrandosi quasi sorpreso della polemica: «Io parlavo avendo in mente quanto è successo a Padova. Non è accettabile togliere il crocefisso perché qualcuno non è cristiano, com’è assurdo togliere dai menù delle mense scolastiche la carne di maiale perché qualcuno vuole quella di montone. La soluzione? Semplice, insieme alla cotoletta di maiale serviamo anche il montone nelle mense».
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