Skelin non basta, Cimberio sempre più ultima

Varese-Avellino 81-87. L'Air passa a Varese troncando nel finale la rimonta biancorossa. Il pivot si rende utile ma troppe cose non funzionano

La gente di Varese ha perso anche la voglia di contestare. Pare triste, ma forse la considerazione che meglio spiega l’atmosfera a Masnago dopo l’ottava sconfitta (81-87) in otto gare è proprio il gelo che scende dagli spalti a salutare l’uscita dal campo della Cimberio. Ha vinto, ancora una volta, la squadra avversaria: una più che onesta Avellino uscita tra gli applausi e capace di non scomporsi nemmeno quando il miglior momento biancorosso ha portato Galanda e compagni a cogliere l’unico minimo vantaggio della serata a 3’ dalla fine. Lì, nell’attimo in cui Varese avrebbe dovuto vincere con quella benzina in più portata dall’entusiasmo, il vento è tornato a soffiare in direzione dell’Irpinia. Una serpentina di Green, un tiro forzato biancorosso e addio vittoria.
Ora la squadra di Mrsic – e vedremo se la fiducia gli verrà rinnovata – è ultimissima, abbandonata sul fondo anche dalle vincenti Treviso e Napoli: non era probabilmente mai accaduto in sessant’anni di storia. Sconsolata e non consolabile neppure dalla bella prova di esordio di Skelin. Bravo e utile, ma come si temeva, non sufficiente da solo a capovolgere una sorte sempre più impietosa.

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Cimberio – Air 81-87 4 di 21

COLPO D’OCCHIO – Tutti quelli che possono entrare al palasport, i 3.447 abbonati, ci sono per sostenere la Cimberio contro i lupi dell’Air Avellino. Striscioni capovolti in curva (silenziosa per 10’) e una scritta che vuole “Giustizia per Gabriele” a ricordare i fatti di Arezzo di domenica scorsa. Arrivano anche applausi al grande ex Tonino Zorzi, un tempo cuore della grande Ignis, oggi assistente anziano di Boniciolli nelle fila irpine.

PALLA A DUE – La novità varesina Mate Skelin (inedita maglia numero 21) inizia il match in panchina, con Mrsic che schiera Galanda e Fernandez sotto i tabelloni con Beck e Boscagin esterni. Avellino parte con il capocannoniere della Serie A Devin Smith e i due ex azzurri Righetti e Radulovic oltre al miniplay Green e Williams.

LA PARTITA – Galanda e Radulovic, argenti olimpici, danno il via alle danze, ma l’Air ha da subito uno Smith ispirato per il 4-9 in meno di 3’. Passano altri 2’ ed ecco i primi fischi: Varese anarchica in attacco, Avellino lineare e 4-13 sul tabellone. Entrano Passera e Skelin ma le cose non vanno meglio e il divario si allarga di nuovo nonostante i loro primi punti. Dentro anche Hafnar, Babrauskas e De Pol, fischi per i tre in grigio che non fischiano nulla a favore di un martoriato Passera. La prima frazione termina con un mini break biancorosso con Skelin a schiacciare rabbioso il 16-22.
L’avvio del secondo quarto è pirotecnico: in 90” il parziale è di 8-8 con i Lupi a replicare colpo su colpo alla Cimberio che questa volta insiste e a 5’11” dalla fine pareggia. La zona però stoppa Varese, poi infilata in contropiede e dal perimetro per il nuovo break biancoverde (34-41). Si va così al riposo con l’Air saldamente avanti, 37-46, con un Beck fuori da ogni minima logica di squadra.

Williams apre con furia (e 4 punti) la ripresa, Hafnar risponde dall’arco e da sotto confezionando la propria miglior prova dell’anno (44-50). Bastano però un paio di giri a vuoti in attacco (due triple sbagliate da Passera piedi per terra) per subire le folate di Righetti. De Pol di grinta e Capin di fioretto risvegliano una Cimberio che però in difesa è di carta velina, bucata pure dal rumeno Barlacu mai così in palla da quando è in Italia. Varese è alle corde, riesce nell’impresa di non riuscire a fare una rimessa dal fondo e annaspa (49-62). Mrsic si riaffida a Beck che fa una cosa giusta (tripla) e un erroraccio in contropiede, tentando di schiacciare. Quando il messicano rimedia qualcosa l’arbitro vede un fallo di De Pol che manda tre volte in lunetta Barlacu che non sbaglia un colpo: si va all’ultimo riposo su tripla di Green, 58-68.

IL FINALE – Righetti segna subito da 3 e schiaffeggia una Cimberio in cui Mrsic rimette Skelin e Babrauskas: sono loro a toccare il -6 sul quale Green e Beck si rispondono. Il pubblico si scalda sull’ennesimo fischio dubbio e i biancorossi trovano qualche stilla di energia per tornare a -4 (Beck) e difendere per tre azioni di fila. Tequila-boy si scopre anche assistman per Skelin (72-74) ma Green inventa l’ennesima serpentina. Beck è scatenato e sulla sirena dei 24 segna ancora da tre; nell’azione seguente è poi Galanda a siglare un insperato vantaggio a 3’ dalla fine. Skelin deve uscire per sangue da naso e Williams ne approfitta e segna due liberi. Capin fallisce una tripla affrettata ma Galanda sorpassa in semigancio e strappa un rimbalzo d’oro in difesa. Quando Gek è raddoppiato Varese si ferma e Green colpisce con un 2+1 che fa male (79-81). Beck esagera, volendo fare tutto da solo, forza una tripla e la sbaglia, così è ancora il piccolo play dell’Air ad andare in lunetta con 37” sul cronometro. Green li segna entrambe poi commette fallo su Passera. Il varesino non trema ma neppure Radulovic dalla parte opposta; Marchino prova in penetrazione (Capin è tenuto in panchina…) ma stavolta va a sbattere contro il muro verde sotto canestro. Finisce 81-86, si aprono le porte e il freddo fuori da Masnago va a fondersi con gelo all’interno. Freddo da lupi, e infatti i lupi di Boniciolli sono gli unici a sorridere.
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Pubblicato il 18 Novembre 2007
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