Stop alle code dei frontalieri, da gennaio tornano i torpedoni aziendali
Enti pubblici italiani e svizzeri contano di partire da gennaio con un nuovo sistema di trasporti pubblico-privati teso a diminuire l'uso dell'auto
Come una volta al lavoro con il bus aziendale. Per i frontalieri della zona di Lavena Ponte Tresa e Luino da gennaio potrebbe tornare un importante servizio per diminuire le code di auto che quotidianamente si incolonnano alla dogana delle due Ponte Tresa tra chi va e chi torna dal lavoro. A rilanciare la proposta è la Commissione regionale dei trasporti (in territorio elvetico) con l’avallo del sindaco di Lavena Ponte Tresa Pietro Vittorio Roncoroni e i comuni del Malcantone decisi a risolvere con iniziative concrete il problema del traffico veicolare generato dai frontalieri al di qua e al di là del confine.
«Alcune grandi aziende del Ticino hanno già dato la loro disponibilità a sperimentare un servizio di autobus per i pendolari – spiega Roncoroni – e so che il Malcantone ha già parlato con le Autolinee Varesine per quanto riguarda un’armonizzazione degli orari tra la ferrovia Lugano-Ponte Tresa e i pullman italiani che circolano nella zona di confine. Si parla già di tabelle orarie svizzere esposte alle fermate degli autobus italiani. Credo che sia un primo importante passo che si concretizzerà già a gennaio 2008 e che converrà a molti italiani che stanno vedendo eroso il proprio stipendio dalla benzina ormai alle stelle». L’idea iniziale prevede di creare un park and ride in territorio di Lavena Ponte Tresa dove sarà possibile lasciare le auto e utilizzare, in base ad accordi precisi, o gli autobus aziendali che verranno messi a disposizione dalle aziende che aderiscono, oppure la ferrovia Lugano-Ponte Tresa, recentemente potenziata, che ha il suo capolinea appena dopo il confine e che offre un treno ogni 15 minuti.
Si sta studiando anche la possibilità di creare abbonamenti a prezzi ridotti anche per i frontalieri come già si fa per i cittadini elvetici. Questa soluzione a breve termine dovrebbe cominciare a portare i primi effetti positivi sull’intenso traffico veicolare giornaliero che vede migliaia di auto attraversare il confine nei due sensi. Ma a lungo termine rimane sempre sullo sfondo l’idea di portare il capolinea della linea ferroviaria svizzera in Italia in modo da avvicinarla ancora di più ai lavoratori. Secondo Roncoroni i lavoratori, una volta ravvisata la convenienza di utilizzare mezzi di trasporto alternativi, utilizzeranno questo nuovo sistema di trasporti che entrerà in vigore a gennaio.
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