Alitalia, via libera alla trattativa con AirFrance
Il ministro dell'Economia Padoa Schioppa ha espresso parere favorevole alla scelta del cda della compagnia. Intanto si muovono politici e sindacati
Ancora otto settimane per sapere cosa sarà di Alitalia. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa al termine del consiglio dei ministri odierno, ha espresso parere favorevole alla scelta del consiglio d’amministrazione della compagnia di bandiera: avanti quindi sulla strada che porta sotto la Tour Eiffel, anche se non è detta l’ultima parola. Soprattutto al Nord, intorno a Malpensa, si sta scatenando un tourbillon di pareri e prese di posizione forti contro la scelta francese, vuoi per mantenere l’italianità, vuoi per la paura di tagli e del ridimensionamento dello scalo della brughiera, dalla Lega Nord al Pd. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha dato altri numeri, portando a sei mila il numero dei lavoratori che rischiano il posto e 15 miliardi all’anno i soldi persi dal territorio. Roberto Formigoni e il leghista Davide Boni rilanciano l’ipotesi di compagnia del Nord, appoggiato da un fronte bipartisan che coinvolge anche i vertici settentrionali del partito democratico. Attilio Fontana, sindaco di Varese attacca: «La decisione del Governo sulla vendita di Alitalia ad AirFrance è gravissima, per il Nord e per i servizi offerti ai passeggeri di Malpensa e di tutti gli scali del Nord. Ci eravamo illusi che il Governo potesse ascoltare le nostre buone ragioni, ma così non è stato – ha detto Fontana -. Evidentemente sono intervenuti poteri esterni, forti, che hanno deciso per conto dello stesso Governo. Ora il Nord dovrà far sentire la propria voce, e non solo a parole. Non ci possiamo piegare agli interessi di Roma: le ripercussioni, anche per la nostra economia, saranno troppo pesanti. Questa comunque è l’ultima – e l’ennesima – dimostrazione che Roma e il Governo centrale vogliono affossare il Nord e la sua economia». Alleanza Nazionale dice no all’assistenzialismo e manifesta a Malpensa. Intanto si muovono le rivali di AirFrance: AirOne e le banche che la stanno appoggiando nella gara per l’acquisizione stanno alla finestra, Blue Panorama si candida per prendere il posto della compagnia tricolore nelle tratte intercontintali e Lufthansa, si vocifera in aeroporto, potrebbe tornare alla carica mandando avanti altri (leggi AirOne) a fare il cosiddetto “lavoro sporco”, vale a dire tagli e licenziamenti, per poi subentrare nella partita. Tutte voci e supposizioni per ora: l’unica cosa certa è che il cda ha avuto il benestare dal Governo per trattare in modo esclusivo con AirFrance ed una soluzione è attesa per metà gennaio, salvo sorprese. Come detto, ad attendere sviluppi soprattutto i lavoratori dello scalo di Malpensa e dell’indotto: sei mila, tre mila, dieci mila, i numeri volano, alcune richieste di licenziamento ai sindacati sono già arrivate, soprattutto dai settori che rischiano maggiormente, catering in testa (la Lsg ha chiesto la procedura di licenziamento per 200 persone, Servair l’avrebbe chiesta per una trentina di dipendenti). Altre arriveranno, i sindacati vigilano e minacciano prese di posizione forti, ma anche le parti sociali sono spaccate: i piloti di Anpac, Anpav e Avia infatti stanno con AirFrance e minacciano blocchi se non verranno scelti i francesi, gli assistenti di volo stanno con i piloti mentre i dipendenti di Alitalia Servizi, che verrebbero tagliati nell’ipotesi del passaggio in mano transalpina, sono pronti a tirare fuori le unghie. I politici locali non vogliono soluzioni assistenziali e temono che vengano privilegiati i lavoratori di stanza a Roma. La telenovela continua.
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