Bergamaschi: “L’ospedale torni ad essere punto di riferimento”
Incontro a Villa Tamagno tra il dg uscente Pampari e il nuovo Walter Bergamaschi. "L'assistenza ospedaliera non è solo ricovero, ma anche assistenza, cura, prestazioni"
Giornata di "passaggio delle consegne" oggi all’azienda ospedaliera di Varese. Il neonominato direttore generale Walter Bergamaschi è giunto poco dopo mezzogiorno in via Tamagno accolto dal dg Carlo Pampari. Una visita conoscitiva, l’ultima possibile visto che con oggi, venerdì 28 dicembre, Pampari si congeda ufficialmente da Varese per godersi qualche giorno di vacanza.
Il futuro "capitano" della complessa e complicata azienda ospedaliera varesina si è detto contento del ruolo che gli è stato assegnato, ruolo, però, che va ancora approfondito: «Varesenews è stato il primo quotidiano che ho letto visto che è in internet. Ho letto i suggerimenti del consigliere Adamoli e di tutti quelli che hanno voluto esprimere un parere su questa realtà molto cara al territorio. Ho intenzione di rispondere e , soprattutto, di tenere presente i tanti consigli che mi hanno voluto indirizzare. L’attenzione sull’ospedale è giusta perchè è importante per la cittadinanza avere nella struttura un punto di riferimento».
Lei pensa che l’attenzione sul Circolo sia stata eccessiva?
«Non voglio parlare del passato. Ritengo, comunque, giusto che la comunità sia attenta e partecipe alle vicende del proprio ospedale, che deve essere un punto di riferimento».
Che tipo di gestione ci dobbiamo aspettare, dunque?
«L’assistenza ospedaliera non è solo ricovero, come spesso si ritiene, è anche assistenza, cura, prestazioni. Oggi, la vera sfida è quella di conciliare la grande specializzazione con il raggiungimento di traguardi sempre più elevati, con la cronicizzazione delle malattie che rendono le cure continuative. La risposta sanitaria è quella di offrire percorsi integrati dove il cittadino si ritrovi senza dover peregrinare alla ricerca di risposte».
Lei è stato direttore dei sistemi informativi del Ministero della Salute. Qual è il ruolo dell’informatica in sanità?
«Io credo molto in questo settore, ma solo se viene asservito all’assistenza. L’informatica non deve guidare i percorsi, ma agevolarli. Deve permettere una revisione dei modelli operativi i quali, però, rimangono al centro dell’offerta sanitaria».
Sulla grande patrimonio immobiliare, sul problema dei posti letto, sulle nomine rimaste insolute? Il dottor Bergmaschi rimanda a tempi futuri, quando la macchina sarà più chiara e i suoi problemi evidenti.
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