Delitto di Marnate: «Non volevo uccidere la mia Irma»

Di fronte al gip Gaetano Panato ha espresso la sua disperazione e incredulità per aver ucciso la moglie

Dopo l’interrogatorio di garanzia di Gaetano Panato, l’uxoricida di Marnate, di fronte al gip Banci del tribunale di Busto Arsizio, è il momento del rimorso. L’uomo, apparso affranto e disperato, ha ripetuto al gip quanto già detto al pubblico ministero Gaglio, ossia di non riuscire a capacitarsi di aver potuto uccidere la propria compagna e moglie di una vita, Irma Zanderigo, e di non averne mai avuto l’intenzione. Domani l’autopsia della donna, atto dovuto che non dovrebbe aggiungere granché alla vicenda. Resta l’angoscia di un uomo in preda a una profonda crisi esistenziale scatenata da un malanno fisico; forse qualche parola di troppo fra i coniugi, un qualche tasto troppo sensibile toccato, ed è scattato l’attimo di furia fin lì repressa. Un errore irreparabile, definitivo, su cui l’uomo riflette in cella.

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Pubblicato il 18 Dicembre 2007
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