Fit-Cisl, Balotta lascia ma non demorde

Dopo dodici anni gli succede alla guida regionale del sindacato Roberto Rossi, 59 anni. Restano i problemi di un settore sottoposto a una pressione micidiale

Dodici anni dopo, Dario Balotta (nella foto), segretario uscente di Fit-Cisl, è sempre combattivo. Oggi lascia il posto a Roberto Rossi, 59 anni, autoferrotranviere, e lo fa a modo suo: comunicando e denunciando la messe di problemi che ancora attanaglia il settore, come sempre ha fatto dal 1995 ad oggi. Un periodo davvero lungo, che ha coinciso con l’"era Formigoni" e la nascita e crescita di Malpensa, cambiamenti non certo trascurabili nello scenario lombardo. Eppure, osserva Balotta, gira e rigira la situazione è rimasta quella di partenza. «Stessa qualità dei servizi (modesta), stessa puntualità (pessima), semmai è diventata più caotica la viabilità per l’esplodere incontrollato del traffico». Il tutto in un quadro di «grandi occasioni perse». Le responsabilità Balotta le individua nella programmazione regionale inadeguata o tardiva rispetto alle sfide attuali. «La politica è stata quella dei grandi annunci, e anche il decentramento delle responsabilità alla Regione ha risolto poco o niente. Sono stati spesi moltissimi soldi, e male – quello dei trasporti è rimasto un settore protetto, monopolistico, con rendite di posizione inamovibili, poca concorrenza, scarsa responsabilità dei gestori…» Non parla "solo" da sindacalista in senso stretto Dario Balotta, cui piace ricordare di essersi sempre impegnato a tutela dei pendolari. «Non ho mai perdonato niente alle ferrovie… adesso forse qualcuno tirerà un sospiro di sollievo. Ma non sparirò». I problemi restano, e sono di sistema: anche il "federalismo dei trasporti" li ha appena appena intaccati. In tema ambientale Balotta  vede alcune sue vecchie posizioni prevalere, ad esempio il ticket per l’accesso in auto a Milano: «La cerchia dei bastioni è riduttiva, ma è pur sempre un passo avanti». Malpensa? «L’avevo detto di rinviarne di sei mesi l’inaugurazione: niente da fare, e ci furono subito un sacco di problemi» rievoca il segretario uscente di Fit-Cisl. «Terza pista? Soldi buttati».

Dal punto di vista del lavoro il problema principe resta quello dei salari. Balotta ribadisce oggi quello che osava dire già tre anni fa in occasione della vertenza tramvieri, a costo di «essere lapidato dalle segreterie romane»: la contrattazione deve essere fatta a livello regionale. «Alla fine lo si è fatto per gli infermieri, lo si farà anche per i trasporti» sostiene, convinto di essere stato buon profeta. «Il costo della vita qui è alto, alti sono produttività e carichi di lavoro, che vanno remunerati». 

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Pubblicato il 07 Dicembre 2007
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