Malpensa, “missione” piemontese da Pecoraro Scanio
La delegazione composta da Vedovato, De Ruggiero, Paracchini, Tognetti, i sindaci di Oleggio e Pombia, i presidenti del Covest e del Parco del Ticino
Le problematiche ambientali legate alla gestione e allo sviluppo dell’aeroporto di Malpensa sono state l’argomento di un incontro, oggi a Roma, tra il Ministro per la Tutela dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e una delegazione piemontese guidata dall’assessore regionale all’Ambiente, Nicola de Ruggiero, composta dal presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato, dall’assessore provinciale all’Ambiente, Franco Paracchini, dal presidente del Consiglio Provinciale di Novara Renzo Tognetti, dai sindaci di Oleggio, Elena Ferrara, e di Pombia, Alberto Pilone, dal presidente del COVEST, Elena Stromhenger, e dal presidente del Parco Piemontese del Ticino, Pietro Mocchetto.
Un incontro approfondito e positivo secondo il presidente Vedovato: «Abbiamo illustrato al ministro le problematiche ambientali legate all’aeroporto- spiega – con un particolare riferimento al tema dei sorvoli e alle preoccupazioni per l’incremento del traffico che aumenta l’impatto soprattutto sul Piemonte».
Al ministro sono state illustrate la cronistoria dei rapporti e delle relazioni tra lo scalo ed il territorio circostante e una serie di richieste puntuali così riassumibili:
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l’avvio di un procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS) sul piano d’area con il coinvolgimento del Piemonte, alla luce del fatto che il 19 dicembre 2007 verrà presentato ai sindaci l’esito dei lavori della commissione tecnica sul piano d’area di Malpensa;
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l’avvio di un procedimento di valutazione d’impatto ambientale (VIA) sul superamento dei 21,3 milioni di passeggeri, a fronte di un trend 2007 praticamente consolidato che si aggira su 24 milioni totali;
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l’avvio di un procedimento di valutazione d’incidenza preliminare sul terzo satellite;
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l’applicazione della limitazione dei voli notturni come previsto dal decreto D’Alema, già applicato in altri aeroporti inseriti in aree densamente abitate;
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l’istituzione di un osservatorio ambientale permanente che garantisca sia un monitoraggio scientifico al fine di valutare l’impatto sulla salute delle popolazioni in termini di rumore, inquinamento da biossido di azoto, idrocarburi aeronautici incombusti, sia un monitoraggio viro-batteriologico.
«La Giunta regionale – ha sostenuto l’assessore De Ruggiero – considera fondamentale la riduzione dell’impatto ambientale e sulla salute delle persone che vivono vicino allo scalo. Siamo venuti a Roma per mantenere l’impegno promesso di rappresentare questa istanza in tutte le sedi. Lo faremo anche in quelle non politiche come la commissione aeroportuale, in assoluta convergenza con le volontà espresse dalla Provincia di Novara e dai Comuni piemontesi della zona».
«Eventuali proposte o ipotesi di potenziamento del traffico aereo e delle infrastrutture aeroportuali, leggi terza pista e terzo polo satellitare, peraltro finora mai presentate ufficialmente – ha aggiunto l’assessore – dovranno essere sottoposte alle procedure di valutazione richieste. Questo perché ogni intervento deve portare ad un bilancio ambientale positivo, vale a dire una diminuzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico e al rispetto della scelta di destinare come area protetta una vasta porzione di territorio lungo il Ticino, sede anche di un SIC, un sito naturalistico di importanza comunitaria».
Il ministro Pecoraro Scanio ha assicurato di avviare nel più breve tempo possibile le procedure per definire l’istituzione dell’osservatorio ambientale, garantendo una stretta collaborazione tra Ministero, Regione Piemonte, Provincia di Novara, Enti locali, associazioni e Parco del Ticino
Bilancio positivo dunque per la missione a Roma. «Siamo soddisfatti – commentano anche l’assessore provinciale all’Ambiente Paracchini, con il presidente del consiglio provinciale Tognetti e gli amministratori locali – per l’attenzione che il ministro ha riservato ai temi che gli sono stati sottoposti. Riteniamo di particolare importanza l’impegno per la costituzione dell’Osservatorio ambientale, che potrà costituire uno strumento di sicura utilità».
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