Nozze negate, Romeo e Giulietta non si arrendono
L'avvocato della coppia italomarocchina che il sindaco non vuole sposare annuncia ricorso. Lui è clandestino, il tribunale ha rimandato tutto al tar
«Faremo ricorso, presto decideremo quale strada seguire». Una sola certezza, le nozze negate di Besozzo non finiscono qua. Il tribunale civile di Varese ha rigettato il ricorso della coppia mista italomarocchina (50 anni lei, 30 lui) che il sindaco Fabio Rizzi non vuole sposare. Ma ha anche detto che la giurisdizione competerebbe al tar. Ora, l’avvocato della coppia, Francesca Cramis (famosa per essere anche il legale di Elisabetta Ballarin e Nicola Sapone, due membri delle bestie di satana) sta studiando le carte ma annuncia che farà nuovamente ricorso contro la decisione del comune. Una vicenda che torna alla ribalta mentre in Lombardia aumentano i casi di nozze negate con stranieri, e solo ieri i carabinieri hanno bloccato un matrimonio a Bergamo arrestando un tunisino condannato per traffico di droga che voleva regolarizzarsi dietro pagamento di una somma alla futura moglie.
Il sindaco di Besozzo, ora, può fare affidamento su una sentenza che per certi versi gli dà temporaneamente ragione e farà scuola in Italia. Dice il giudice: il primo cittadino non ha opposto formale rifiuto alle nozze, ma le ha solo rimandate; la pubblica amministrazione ha la facoltà di decidere quando sia il momento più opportuno per celebrare le nozze stesse. E proprio questo temporeggiare lo mette al riparo dall’intervento del tribunale a cui la coppia aveva chiesto un provvedimento d’urgenza che lo obbligasse a sposarli.
Piuttosto, deve essere il tar a eventuale se il continuo rinvio sia una omissione punibile in via amministrativa. Quando le pubblicazioni scadranno (entro sei mesi e cioè intorno al 25 febbraio), allora le cose potrebbero cambiare, ma fino ad allora nessuno può costringere il sindaco a fare il matrimonio. La situazione del 30enne marocchino è nota: clandestino, espulso, arrestato, è stato poi rilasciato e ha vinto un ricorso contro l’arresto. La sua situazione amministrativa e giudiziaria è in itinere.
Lei e lui convivono da un anno e mezzo, si sono conosciuti mentre l’uomo vendeva accendini davanti a un supermercato, ora nessuno de due ha un lavoro e vivono anche grazie alla solidarietà dell’avvocato e di alcuni conoscenti. Il paese è spaccato: molti non gradiscono che si possa trattare di nozze di comodo e secondo l’entourage della coppia, nessuno farebbe più lavorare la donna per il clamore che ha suscitato la storia.
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