Peccati golosi? Solo se fatti bene, parola d’autore

Si è chiusa con successo la serie di presentazioni librarie legate alla manifestazione dedicata al cioccolato

Anche la golosità di carta ha goduto, nei giorni di Eurochocolate Chirstmas, di un successo sempre crescente. ”Cioccolata con l’autore”, la serie di presentazioni librarie con cioccolata finale che si è svolta nel locale Re Carlo di piazza della Motta, ha visto auumentare ogni giorno il numero dei partecipanti.
Quattro presentazioni di carattere diverso ma tutte decisamente di carattere: aperte dalla grande competenza sul cioccolato che possono vantare i coniugi Padovani, già autori di “Conoscere il cioccolato” che hanno aperto il ciclo con “Gianduiottomania”. Proseguite con il grande numero di ricette a tema raccontato dalla simpatica modenese Paola Balducchi, che con il suo “Trecento ricette con la Nutella” ha provato a tradurre in cucina un mito che di solito si mangia con il cucchiaio (e che, in questo caso, abbiamo scoperto poter diventare ingrediente persino della zuppa inglese).

Un percorso che si è allargato alla cucina in senso più ampio nella terza giornata, con l’autore dell’antiguida delle osterie d’Italia Carlo Cambi che ha presentato il suo “Gambero Rozzo” e invitato i varesini a contribuire con le segnalazioni.

Il finale di domenica, che ha visto ospite Laura Rangoni ha poi chiuso il cerchio di questo ciclo di presentazioni con una massima filosofica che vale per tutte le altre: mangiare è un piacere, ma poiché per le prelibatezze cucinate e mangiate con gusto e con passione si parla di peccati di gola, la cosa più importante è peccare per bene.

Il suo libro “Peccati di gola”, presentato per la prima volta proprio qui a Varese visto che è stato pubblicato da pochi giorni dalla Newton and Compton, altro non è che la summa delle ricette che lei stessa, dopo anni di realizzazione pratica di libri di ricette, ha tenuto da parte e raccolto come le migliori realizzate e che riproduce per i suoi cari o per il suo amore.  Un libro con uno spirito particolare, che una presentazione fuori dagli schemi – ricca di interventi dal pubblico – ha reso più evidente: perché nasce dal concetto che il piacere del cibo è un piacere della carne a tutti gli effetti, e va goduto “quando se ne ha voglia – come ha spiegato l’autrice – bere o mangiare controvoglia è infatti stupido quanto fare l’amore, controvoglia”. Un piacere che va reso concreto nel migliore dei modi: “Se avete una ricetta che richiede del cognac e non avete i soldi per comprarvi una bottiglia di signor cognac e non avete un amico che ve ne possa prestare un bicchierino, cambiate ricetta”.

Perché in passione, che sia di gola o di altro, le mezze misure non esistono: è questo il piccante e saporito insegnamento naatalizio che i varesini hanno ricevuto a chiusura di un weekend dove il piacere del gusto ha dominato.  

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Pubblicato il 24 Dicembre 2007
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