Prostitute dalla Cina, otto arresti in tutta Italia
A Varese ed Angera la scorsa estate la Squadra Mobile aveva scoperto e fatto chiudere due case d'appuntamento; indagato un uomo residente a Caserta
Ragazze cinesi costrette a prostituirsi in case d’appuntamento allestite in diverse città. Una complessa indagine coordinata dalla procura di Messina ha scoperchiato un calderone con ramificazioni in diverse città: Messina, Ferrara, Bergamo, Caserta, Cremona, Gorizia, Varese, Udine, Sassari, Genova e Treviso. Gli agenti della squadra mobile di Messina hanno eseguito oggi, giovedì 6 dicembre, a Milano, Genova, Caserta, Bergamo e Vercelli, 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per sei indagati, di nazionalità cinese, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre agli altri due, italiani, gli arresti domiciliari. Le indagini della polizia erano state avviate lo scorso gennaio, dopo che a Messina era stato individuato, attraverso l’inserzione su un quotidiano locale, un appartamento in cui donne cinesi si prostituivano. A Varese la squadra mobile della Polizia di Stato aveva fatto chiudere due case d’appuntamento la scorsa estate, tra giugno e luglio, a Varese (via Luini) e Angera (via Milano). Le segnalazioni, come spesso accade, erano arrivate dai vicini di casa, insospettiti dal via vai dei clienti. Nella prima abitazione era stata trovata una donna cinese di 41 anni. Nel corso delle perquisizioni il cellulare della donna è squillato ripetutamente ed un agente, camuffando la propria voce, è riuscito a fissare un appuntamento con un cliente, rendendo inequivocabile la professione della cinese. La donna pizzicata nella casa di Angera era anch’essa cinese, di 43 anni. Gli investigatori varesini erano anche risaliti alle generalità dell’uomo, un sessantatreenne di Caserta, che ha affittato entrambe le case ed è poi risultato uno degli organizzatori dello sfruttamento della prostituzione e del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini della Procura di Varese non sono andate avanti e la palla è passata a Messina, che è risalita ai vertici dell’organizzazione, capeggiata da una cinese con permesso di soggiorno, in grado di far arrivare in Italia, clandestinamente, giovani donne cinesi che poi venivano avviate alla prostituzione.
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